NARDO' - Nella giornata di domani, venerdì 31 marzo, l’amministrazione comunale ricorderà Renata Fonte nel trentanovesimo anniversario della scomparsa. Alle ore 9, presso il monumento eretto in suo onore all’interno del cimitero comunale, verrà osservato un momento di raccoglimento e preghiera. Il sindaco Pippi Mellone e il presidente del Consiglio Antonio Tondo guideranno la delegazione degli amministratori comunali e poseranno un mazzo di fiori sulla sua tomba. Sono stati invitati i vertici locali della Polizia Locale, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
Alle ore 10, nella sala consiliare del castello intitolata proprio all’ex assessora repubblicana, si terrà l’incontro sul tema Ricordando Renata, cui parteciperà Viviana Matrangola, una delle due figlie, e gli studenti di tre classi di scuola primaria in rappresentanza di ciascun istituto comprensivo della città. Oltre al sindaco Pippi Mellone, all’assessora alla Cultura Giulia Puglia e al presidente del Consiglio Antonio Tondo (che ha promosso l’iniziativa), interverranno Annatonia Margiotta e Antonietta Martignano. La prima è funzionaria della Regione Puglia e responsabile degli interventi per la diffusione della legalità, la seconda è la referente del progetto “Sentinelle della legalità”, promosso dalla cooperativa “Regina della Pace” nell’ambito dell’avviso “Bellezza e legalità” della Regione Puglia.
In serata, intorno alle ore 23:30, è previsto un altro momento di commemorazione a palazzo Galleria (corso Galliano), cioè nel luogo dove Renata Fonte fu uccisa, il 31 marzo 1984, al termine di una seduta del Consiglio comunale cui aveva partecipato.
“La tenacia, la passione, l’impegno civile che caratterizzarono la vita personale e politica di Renata Fonte – dice il sindaco Pippi Mellone – sono da sempre le pietre miliari della nostra militanza sociale e politica, oltre che della nostra esperienza istituzionale. Siamo tutti in debito con Renata ed è giusto ed è doveroso ricordarla ogni 31 marzo e direi ogni giorno delle nostre vite”.
“Sentiamo il dovere – aggiunge il presidente del Consiglio Antonio Tondo – di preservare il ricordo di Renata e di insegnare ai nostri figli chi era e cosa ha fatto. Dal 1984 a oggi ogni amministratore e ogni cittadino ha dovuto fare la propria parte, piccola o grande, per disintegrare la lugubre popolarità che Nardò ha “guadagnato” con la sua morte e per riscattare un’intera comunità”.
















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