Aderisco alla manifestazione del 15 marzo a Roma per costruire un’Europa migliore, che si basa sulla pace, sulla solidarietà, la democrazia, sui diritti e sull’uguaglianza così come insegnano il Manifesto di Ventotene e i principi della nostra Costituzione.
Quanto accade ogni giorno sotto i nostri occhi dimostra come il Mondo sta cambiando a una velocità impressionante e quanto l’Europa sta vivendo una situazione a dir poco complessa e confusa.
Lo scorso giugno abbiamo votato per una Unione Europea che possa garantire la pace e la sovranità sociale portatrice di quei valori per cui è stata fondata e che sono ancora quelli del Manifesto di Ventotene di Spinelli e Rossi.
Da tempo sono convinto che la pace viene costruita non solo dai potenti ma che la dobbiamo costruire tutti noi, con i nostri piccoli gesti quotidiani, nelle nostre famiglie, nelle scuole, nei luoghi dove ci incontriamo cercando di sconfiggere il nostro individualismo, il nostro ego e passare dall’io al noi.
Come dice Papa Francesco: “contro una guerra mondiale a pezzi servono piccoli tasselli di pace che se si sommano insieme costruiscono una pace grande“.
Così come la mia generazione è scesa in strada per lottare accanto al popolo vietnamita per la sua libertà e per l’autodeterminazione dei popoli, così come in tante altre occasioni ha manifestato contro le guerre di aggressione che ci sono state nel mondo, dal Medio Oriente ai colpi di stato in Sudamerica, a sostegno della Primavera di Praga e contro l’invasione in Cecoslovacchia anche adesso sono disposto a scendere nuovamente in piazza per aderire alla manifestazione del 15 marzo a Roma per costruire un’ Europa migliore, che si basa sulla pace, sulla solidarietà , la democrazia, sui diritti e sull’uguaglianza così come insegnano i principi della nostra Costituzione.
Scendo in piazza e manifesto con l’orgoglio di essere europeo, con la bandiera azzurra vessillo di un’Europa unita e con la coscienza di essere una identità europea dal basso, protagonista di un progetto politico innovativo e rivoluzionario che non si rivolge al passato, ma parla al domani, parla ai nostri figli e nipoti.
Pantaleone Pagliula
















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