NARDO' - Si parla spesso di legalità. Forse perché manca?
BEN VENGA LA LEGALITA’, SEMPRE! (RICORDANDO RENATA FONTE)
Si parla spesso della necessità di legalità a tutti i livelli della società, dal mondo della politica alla pubblica amministrazione, dalla condotta di imprenditori a quella di semplici cittadini.
E questo perché? Evidentemente la legalità non è il “pane quotidiano” della società italiana (da nord a sud), delle città in cui viviamo e della comunità di cittadini di cui facciamo parte. Ma cosa si intende per legalità? Difficile spiegarlo, anche perché è un termine molto usato e spesso distorto, con tanta confusione, non sempre utilizzato con appropriatezza.
Per legalità ci si riferisce in generale al rispetto delle leggi e delle norme, alle regole stabilite da una società per il suo corretto funzionamento, il tutto per garantire la giustizia e i diritti dei cittadini, stabilire i doveri di ognuno, fino a garantire l’ordine pubblico, la sicurezza e la convivialità pacifica tra le persone.
Sappiamo benissimo che sono gli esempi e i fatti concreti quelli con cui si offrono i migliori insegnamenti!
Non è, forse, più significativo dimostrare con i fatti, con i modi, con il proprio operato, anche piccolo e di semplice cittadino, l’importanza della legalità?
Ad esempio la condotta da assumere alla guida di un veicolo, il problema dell’abbandono dei rifiuti, il rispetto degli altri, l’importanza della storia e della memoria per non ripetere gli sbagli del passato, favorire la trasparenza e la partecipazione dei cittadini nelle decisioni che riguardano le nostre comunità, ecc… sono tutti piccoli gesti che creano condizioni di giustizia e legalità.
Basti pensare ai personaggi pubblici, ai politici e a chi gestisce la “cosa pubblica”, all’enorme impatto che hanno sulle persone ed in particolare sui giovani, non dovrebbero dare dimostrazione del rispetto delle leggi e dei regolamenti?
Ed è così che non mancano giornate e monumenti commemorativi, manifestazioni di piazza, targhe, dediche e simboli, intitolazione di piazze e strade, di scuole e parchi. Ma può bastare tutto questo?
Davvero la realizzazione di un parco pubblico, ad esempio, può bastare a ricordare ad una comunità l’importanza della legalità? Davvero attribuire ad un albero il nome di una vittima della criminalità o ad una personalità che si è battuta a favore della legalità e giustizia è sufficiente per favorire la legalità?
Quale migliore dimostrazione di legalità è se non quello di una società che garantisce il merito e le opportunità in pari modo, all’egual rispetto delle regole da parte di tutti senza favoritismi, alla ferma condanna dello sfruttamento di persone, territori, risorse a danno dei cittadini comuni e di intere comunità a vantaggio di pochi che ne traggono profitto.
Diffondere e stabilire la legalità nella vita di tutti noi non è solo uno slogan, un cartellone da mettere in bella vista solo per qualche giorno l’anno o per mettersi in bella mostra e credere di avere la coscienza pulita…
Diffondere la legalità e la verità, come Renata Fonte ha insegnato, vuol dire anche garantire la partecipazione dei cittadini nelle scelte di una comunità, il rispetto del territorio e delle persone che ci vivono.
Strumentalizzare e soggiogare le necessità di uomini e donne a proprio vantaggio non è esempio di legalità.
Paolo De Benedittis
















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