NARDO' - Il 24 maggio abbiamo appeso alle nostre finestre e balconi lenzuoli e teli bianchi in ricordo delle vittime civili a Gaza.
Passata questa giornata la nostra vita prosegue, mentre, centinaia di civili e bambini palestinesi continuano a essere uccisi sotto i devastanti bombardamenti di Israele senza che nessuno riesca o voglia fermare l’esercito del Governo Israeliano. Giorno dopo giorno anche la nostra umanità sta morendo insieme a tutte le vittime del massacro dei civili a Gaza e alle condizioni di vita insostenibili dei sopravvissuti.
Da parte mia continuerò a tenere appeso al mio balcone il “sudario bianco “che il mondo non vuole vedere e continuo il mio appello alle nostre istituzioni pubbliche, alle scuole, ovunque le persone si ritrovano, perché non si può rimanere indifferenti di fronte a questa strage disumana che nessuno può dire di non sapere.
La mia vuole essere anche una viva voce di protesta per evidenziare quanto la nostra umanità sta morendo insieme a tutte le vittime di Gaza e contro il Governo Italiano che non ha ancora espresso una condanna netta nei confronti di questo massacro e continua a esportare e importare armi e munizioni verso Israele.
A Gaza oltre a negare il cibo, si sta negando l’immagine morale di questo popolo agli occhi del mondo costruendo una nuova narrazione secondo la quale, questo popolo non è in grado di autogestirsi e ha bisogno di una ‘ri-colonizzazione umanitaria’, attraverso una gestione internazionale o araba, in ogni caso straniera, subordinata a specifiche condizioni politiche e di sicurezza.
Si vuole arrivare a una forma di colonialismo che non vuole imporre la propria autorità attraverso la sola forza militare, ma che vuole riscrivere la struttura psicologica e sociale delle persone mediante la gestione del cibo e il controllo degli aiuti.
In sintesi una nuova realtà presentata come un passaggio necessario per porre fine alla sofferenza della popolazione.
Ciò che sta accadendo oggi a Gaza rappresenta un momento cruciale nella storia palestinese, e forse anche nella storia moderna. Si ritiene che sia il più grande esperimento di “ingegneria sociale violenta” condotto su un intero popolo, all’interno della propria terra, senza via di fuga e sotto il giogo dell’occupazione. Il caos attuale non è un effetto collaterale, ma parte integrante di un progetto volto a distruggere la società palestinese dall’interno, per poi ricostruirla o come un corpo senza anima, o come un popolo disposto ad accettare di sopravvivere senza alcuna prospettiva politica e senza diritti.
Il fatto che tutto ciò stia accadendo in diretta, davanti agli occhi del mondo intero oltre a rappresentare una riscrittura dei concetti e dei principi del diritto internazionale umanitario nella coscienza collettiva delle società , sta educando le menti delle nuove generazioni alla falsa verità che la legge della giungla è l’unica legge dominante in quest’epoca, che libertà, giustizia e uguaglianza sono utopie platoniche del nostro tempo e che non sono il diritto internazionale umanitario e i diritti umani a determinare il destino dei popoli, ma la forza e gli interessi.
Ma la cosa più grave è che queste verità si riflettono nelle relazioni tra le persone nel mondo e si manifestano in modo già tangibile nelle nostre società, spesso in maniera inconscia.
Ne sono prova il diffuso e indefinito senso di incertezza, la paura del futuro, l’individualismo crescente e l’investimento a tutti i livelli negli strumenti di forza, mentre si screditano quelli del diritto.
Per questo motivo, la questione non riguarda solo Gaza o la Palestina, ma riguarda l’intera umanità ed è nostro dovere lottare per “rimanere umani “ e fermare questo incitamento all’odio che perdurerà per intere generazioni.
Gaza sta morendo. I bombardamenti dalla terra e dal mare non cessano, si impedisce di fare entrare aiuti umanitari, non c’è più farina, né pane, gli ospedali e le scuole sono stati bombardati, mancano i medicinali, i mandati di cattura internazionale non vengono rispettati e non sono mai morti tanti operatori umanitari in una guerra.
Gaza è una prigione dalla quale i palestinesi non sono autorizzati ad uscire, è un rogo a cielo aperto, un cumulo di macerie, detriti, morte.
Non c’è più nulla e nessuno fa nulla. L’Europa tace, quell’Europa che si fregia di essere culla della civiltà e dei diritti e che nasconde con il suo silenzio la sua sconfitta etica e politica.
Non possiamo rimanere indifferenti di fronte ai 16.500 bambini uccisi a Gaza per la maggior parte nati dopo il 7 ottobre, data dell’orrendo attentato, da parte di Hamas, a danno di innocenti colpevoli solo di essere israeliani .
La questione di Gaza è umanitaria e politica e senza la nostra voce forte e decisa di protesta e un intervento concreto dei Governi la Striscia morirà.
E dalla responsabilità di questo omicidio collettivo nessuno di noi potrà essere assolto.
Pantaleone Pagliula
















DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
PALIO DI SIENA del 16ago dedicato alla MADONNA DELL'ASSUNTA. Come per ogni anno si espone il Drappellone dello storico Palio che quest'anno ha suscitato indignazione e polemiche da parte dei senesi. IL...