NARDO' - Lucidamente, ecco come questa signora racconta l'estate che volge al termine.
Gentile Redazione, vi scrivo per portare alla vostra attenzione una situazione che sta diventando insostenibile e che, nonostante siamo ormai agli sgoccioli dell’estate, continua a peggiorare per residenti, lavoratori e turisti delle marine di Nardò, in particolare a Santa Maria al Bagno e Santa Caterina.
Da settimane, un gruppo di vigili e ausiliari del traffico, di cui tra l’altro non è nemmeno chiaro il preciso inquadramento, è stato sguinzagliato a ogni ora del giorno e della notte con un unico obiettivo: fare multe. Una vera e propria caccia spietata, che non risparmia nessuno e che sembra aver assunto toni grotteschi.
Chi frequenta le marine lo sa bene: nei periodi di altissima stagione trovare un parcheggio è quasi impossibile. Anche quelli a pagamento sono spesso strapieni già nelle prime ore del mattino. Così, tra residenti che rientrano a casa, lavoratori che devono raggiungere i locali e turisti che sperano solo di trascorrere qualche ora sul “lungomare più bello d’Italia” – così, infatti, lo ha definito il sindaco – ci si arrangia come si può. Ma ecco che, puntuale come un orologio svizzero, arriva il famoso fogliettino sul parabrezza: la multa.
E qui non si parla di “furbetti del parcheggio” o di chi occupa due posti apposta: no, qui parliamo di gente esasperata che non trova alternative. Persone che si vedono costrette a lasciare l’auto dove capita, pur di poter lavorare o semplicemente godersi qualche ora di libertà, e che poi vengono punite con una sanzione come se fossero dei trasgressori incalliti.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: Perché tanta solerzia sulle multe e così poca attenzione ai veri problemi delle marine?
Perché nessuno controlla le condizioni dei lavoratori stagionali, spesso sfruttati e sottopagati?
Perché le spiagge libere continuano a ridursi, invase da stabilimenti e ombrelloni, senza che si stabiliscano limiti chiari e rispettati?
Perché le piazzette possono essere riempite di tavolini e sedie, spesso in spazi di dubbia regolarità, e invece lì i controlli sembrano scomparire?
A peggiorare le cose, arriva la questione delle navette e dei parcheggi. Ci viene detto che l’obiettivo è quello di incentivare l’uso di servizi alternativi all’auto. Peccato che le navette siano poche, con corse limitate e capienze ridicole, soprattutto rispetto al flusso di persone che affolla le marine in estate.
La sensazione diffusa tra cittadini, commercianti e turisti è che questo spiegamento di forze non sia realmente finalizzato a migliorare la viabilità o a garantire un ordine urbano, ma piuttosto a fare cassa. E allora viene da chiedersi: serve davvero vessare i residenti e scoraggiare i turisti per far quadrare i conti del Comune?
Siamo tutti consapevoli che il rispetto delle regole sia fondamentale, ma qui sembra mancare equilibrio. Ci si accanisce contro chi non trova parcheggio, mentre altri problemi – ben più gravi e visibili – vengono sistematicamente ignorati.
Chiediamo quindi che la vostra redazione dia voce a questa protesta, affinché l’amministrazione comunale risponda in maniera chiara e concreta. Non possiamo rassegnarci a vivere un’estate fatta di disagi, multe e navette fantasma.
Perché Nardò merita di essere accogliente e vivibile, non la “capitale della contravvenzione”.
Con amarezza (e diverse multe sul cruscotto),
Una cittadina esasperata
Con amarezza (e diverse multe sul cruscotto),
Una cittadina esasperata
















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