NARDO' - Il giovane carabiniere di Nardò, Alberto Mangia di 38 anni, si trova ancora in coma farmacologico ma le sue condizioni non sono critiche. Ha riportato ustioni sul viso e sugli arti in quanto investito in pieno dall'esplosione.
Intanto la famiglia si è riunita nel reparto dell’ospedale di Verona dove il giovane è ricoverato: la compagna Marina, il padre Sergio, la mamma Vanna e i fratelli.
Intanto si chiariscono molti aspetti della vicenda avvenuta a Castel D’Azzano in seguito alla quale sono morti tre carabinieri.
I militari, infatti, in assetto operativo,stavano provando ad entrare al piano superiore da una stretta scala interna quando è avvenuta l'esplosione. Il giovane appuntato neretino era in prima linea con i colleghi, a differenza di quanto erroneamente riportato da alcune testate giornalistiche e siti on line.
Alberto Mangia ha sempre avuto grande dedizione al dovere. Attratto dall’Arma e dalla divisa da giovanissimo è partito per la carriera militare e prestava servizio a Padova presso l'aliquota di pronto intervento (API), dove si è specializzato proprio in questo genere di interventi. Ora due comunità, quella veronese e neritina, sono in angoscia per la sua salute.
La famiglia Mangia è vicina alle famiglie dei colleghi deceduti e ringrazia l'Arma dei Carabinieri per la vicinanza e il supporto offerto in questa tragica circostanza.
















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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