Sabato 28 ottobre 1933, in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma, a Nardò le attività didattiche furono sospese per celebrare l'inaugurazione del nuovo Edificio Scolastico.
L’evento non fu solo la celebrazione di una nuova struttura, ma anche la testimonianza tangibile di un passo avanti per tutta la comunità.
Tra emozione e partecipazione, la città guardava al futuro con speranza, riconoscendo nell’istruzione un elemento fondamentale per il progresso e il benessere delle nuove generazioni.
Gli scolari, le Piccole Italiane, i Piccoli Balilla e gli Avanguardisti, accompagnati dal Direttore Didattico Vincenzo Giubba, dagli insegnanti, da S.E. Mons.Gaetano Muller, dal Segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace, dal Podestà Angelo Onorato, dalle autorità locali e da una folta rappresentanza del popolo fascista, sfilarono in corteo per le vie del paese, sventolando bandierine e gagliardetti, in un clima di allegria e celebrazione.
Raggiunta Piazza Salandra, il Segretario Politico prese la parola per dare lettura del Messaggio del Duce, accolto dalla folla con entusiasmo e calorosi applausi, segno tangibile dell’ampio consenso e dell’orgoglio collettivo che caratterizzavano quella giornata.
Terminata la lettura, il corteo riprese il cammino verso il nuovo edificio scolastico, accompagnato dalle note della banda che intonava gli inni “Marcia Reale”, “Giovinezza” e “La leggenda del Piave”, avvolgendo la manifestazione in un’atmosfera solenne e profondamente patriottica.
Giunti infine sul piazzale dell’ Edificio, il delegato di Mussolini si affacciò dal balcone per salutare i partecipanti, che con grande entusiasmo e passione, risposero con il grido "alalà".
Finalmente Nardò aveva la sua nuova scuola!
E che scuola! Un tempio del sapere destinato a diventare il cuore della comunità, un traguardo a lungo sognato, simbolo di rinascita, progresso e speranza le generazioni future.
L’edificio, che richiama lo stile architettonico fascista con linee nette e severe, simmetria e monumentalità, fu progettato con grande cura in termini di funzionalità, cubatura, luminosità e orientamento degli ambienti.
Si presenta come un’opera architettonica attenta anche all’estetica: elevato su due livelli, è caratterizzato da ampie finestre che inondano gli spazi di luce, due balconate che ne esaltano l’eleganza, aule spaziose e corridoi ariosi.
Ospita l’ufficio del Dirigente, un’aula magna per le occasioni speciali, un refettorio nel seminterrato, servizi igienici, un cortile esterno e uno interno per le attività ricreative e sportive.
La sua posizione e la sua progettazione riflettono la volontà del regime di creare spazi pubblici capaci di essere al tempo stesso simboli di potere e strumenti di formazione per le giovani generazioni.
In questo senso, l’edificio scolastico costituisce un elemento importante nella rappresentazione della città e della sua storia.
La monumentale costruzione, dal 1933, continua a essere il simbolo dell’istruzione per i neretini tanto da meritarsi l’appellativo di “l’Etificiu”.
Gli spazi della nuova scuola, concepiti per l'istruzione e la formazione delle giovani generazioni, divennero presto un punto di riferimento non solo per l'apprendimento, ma anche per le attività sociali e patriottiche che animavano la vita cittadina sotto il regime fascista.
La cerimonia di inaugurazione, intrisa di simboli e rituali propri dell’epoca, si radicò profondamente nella memoria collettiva di Nardò, riflettendo l’adesione della comunità ai valori e agli ideali promossi dal regime.
Quel 28 ottobre 1933 divenne così una data memorabile: un capitolo significativo della storia locale, in cui il progresso infrastrutturale si intrecciava con l’impeto ideologico di un’Italia proiettata, secondo la retorica fascista, verso un presunto destino di grandezza.
A novantadue anni di distanza, il ricordo di quella giornata di festa continua a vivere nella memoria cittadina, come testimonianza indelebile di un’epoca e della sua narrazione pubblica.
L’edificio scolastico di Piazza Umberto, inaugurato con entusiasmo e orgoglio in quel lontano 28 ottobre del 1933, ha attraversato quasi un secolo di storia, accogliendo generazioni di studenti, insegnanti e dirigenti.
Nel tempo ha vissuto trasformazioni e restauri, adattandosi ai profondi cambiamenti sociali e culturali, ma ha sempre conservato un ruolo centrale nell’identità cittadina.
Oggi, in un contesto storico profondamente mutato, questa sede storica si conferma custode e fucina di crescita, incontro e formazione per i giovani, testimoniando la solidità e la continuità di un’istituzione radicata nella comunità di Nardò.
BUON COMPLEANNO alla mia tanto amata SCUOLA, che mi ha accolta come alunna curiosa e mi ha accompagnata come insegnante appassionata.
Un luogo caro al mio cuore, dove ricordi indelebili si intrecciano con momenti di gioia, sfide superate e legami costruiti nel corso degli anni.
(Mariella Adamo)
















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