NARDO' - Era il 2017 quando l'amministrazione Mellone, a seguito dell'approvazione del Piano Comunale delle Coste, avviò il rilascio di circa trenta concessioni demaniali per la realizzazione di lidi, stabilimenti balneari e spiagge attrezzate lungo il litorale neritino.
La notizia suscitò scalpore, soprattutto perché il piano prevedeva una forte concentrazione di nuove strutture tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina: ben undici interventi tra lidi, stabilimenti balneari e spiagge libere con servizi.
Tra le aree interessate figurava anche Pizzo dell'Aspide, zona che oggi sappiamo rivestire un importante interesse archeologico, come dimostrato dagli scavi effettuati lo scorso anno che hanno portato alla luce insediamenti preistorici.
Nel dettaglio, il Piano delle Coste prevedeva:
6 lidi lungo la litoranea Santa Maria al Bagno – Santa Caterina;
3 stabilimenti balneari a Santa Caterina;
2 stabilimenti balneari nel tratto compreso tra La Reggia e Quattro Colonne;
8 lidi tra Lu Rinaru e Serra Cicora, all'interno del Parco Naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano;
11 lidi tra Sant'Isidoro e Torre Squillace.
A distanza di oltre otto anni, però, il bilancio appare molto diverso da quello immaginato all'epoca. Meno della metà delle strutture previste risulta effettivamente realizzata.
Paradossalmente, per molti questa potrebbe essere considerata una buona notizia dato che già nel 2017 numerosi cittadini e operatori del settore contestavano il rischio di una eccessiva privatizzazione della costa e la conseguente riduzione degli spazi realmente fruibili gratuitamente.
Al tempo stesso, la realizzazione di un numero così elevato di nuovi stabilimenti avrebbe potuto determinare una saturazione del mercato, con effetti negativi anche per chi aveva già investito e per chi stava per investire nel settore turistico-balneare.
Resta però una questione fondamentale che merita chiarezza.
Che fine hanno fatto le oltre quindici concessioni che non si sono mai trasformate in strutture operative?
Quali società o soggetti hanno ottenuto tali concessioni?
Quali ostacoli hanno impedito, fino ad oggi, la realizzazione delle opere previste?
E ancora: prima del rilascio delle concessioni era stata verificata la reale capacità economica e organizzativa dei concessionari di realizzare gli interventi autorizzati?
Particolarmente interessante appare il caso dei sei lidi previsti lungo la litoranea tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Oggi, nonostante ne sia stato realizzato solo uno (molto bello e apprezzato tra l’altro), i problemi di traffico e parcheggio durante la stagione estiva sono sotto gli occhi di tutti.
Per questo sarebbe utile conoscere quali aree di sosta e quali sistemi di accesso fossero stati individuati e previsti all'interno della pianificazione originaria dato che Nella Deliberazione del Consiglio Comunale del 31 luglio 2017, n. 67, che approvava il Piano Comunale delle Coste, tra gli elaborati richiamati compare infatti il documento A.1.12 relativo alla "Individuazione dei sistemi di accesso e di parcheggio esistenti".
A questo punto la domanda è: se con un solo lido realizzato il sistema della viabilità e dei parcheggi mostra già evidenti problematiche, cosa sarebbe accaduto o cosa accadrebbe con la realizzazione integrale delle sei strutture previste lungo quel tratto di costa?
Attenzione, non siamo qui ad imputare responsabilità o colpe agli operatori del settore, anzi, sono interrogativi che meritano risposte chiare e documentate, nell'interesse della città, degli operatori stessi e di tutti coloro che hanno a cuore la tutela e del litorale neretino.
Vanni Simone
















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