NARDO' - “Una giornata che difficilmente potremo dimenticare” dice il consigliere comunale.

La giornata trascorsa a Borgo San Nicola con l’On. Sergio D’Elia e gli amici dei Radicali Italiani della provincia di Lecce ci ha fatto conoscere una realtà, quelle carceri italiane, che va ben al di là dell’immaginazione.
Un intero pomeriggio tra le celle degli oltre 1.200 detenuti che affollano l’istituto penitenziario salentino, in un edificio che potrebbe ospitarne poco più di 600, ci ha fatto conoscere una realtà che risulta difficile anche solo immaginare nell’anno di “grazia” 2013.
I detenuti, alcuni responsabili di gravi delitti, molti di reati poco più che bagatellari, alcuni condannati in via definitiva, molti ancora in attesa di giudizio, sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne circa la metà. E’ vero molti di loro hanno sbagliato e devono pagare il loro conto con la Giustizia ma è ingiusto che lo facciano in condizioni disumane o degradanti. Molti di loro una volta usciti dal carcere tornano incattiviti e spaesati in un mondo che li rifiuta tornando nel 90% dei casi a delinquere.
Il direttore del carcere, il dott. Antonio Fullone, ci ha accolti da vero padrone di casa e abbiamo colto nelle sue, come nelle parole e negli atteggiamenti degli agenti di polizia penitenziaria, grande umanità e rispetto verso i detenuti. Di questa situazione anche gli agenti e il personale del carcere sono, infatti, vittime. Circa 300 le firme raccolte e contestualmente “autenticate” da un insolitamente emozionato consigliere provinciale, Giovanni Siciliano, a cui va il nostro più vivo ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità mostrata.
“Particolarmente toccante ed emozionante è stato per me e per tutti noi l’incontro con 6 nostri concittadini, quasi tutti miei coetanei, che ci hanno accolto nella loro “nuova casa” come “salvatori”. A loro, e a tutti i 60.000 detenuti italiani, continuerà ad andare la mia e la nostra attenzione. L’Italia, molti non ne sono nemmeno a conoscenza, è stata infatti condannata dalla Corte di Strasburgo “per le condizioni disumane delle carceri”. Un tema che la politica ufficiale, quella dei partiti di Sistema, fa finta d’ignorare o ignora. Dopo i numerosi casi di “morti di carcere”, da Cucchi ad Aldrovandi, passando per Uva e il nostro concittadino Durante (giusto per citare i casi più tristemente famosi), la nostra lotta, nel solco della storica battaglia radicale, andrà anche in questa direzione. Molto presto torneremo sull’ argomento con un’iniziativa di carattere nazionale sul territorio neretino”.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre
















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