NARDO' - Miracolati. La sensazione dei quattro amici di Nardò che si trovavano, l'altra sera, nella braceria “Gustavo”, alla periferia di Galatone, è di aver avuto salva la vita per un miracolo.
Il colpo di fucile esploso da uno dei due malviventi a volto coperto che hanno effettuato il colpo intorno alle 22.10 di sabato sera ha ferito tre persone, tutte sedute insieme. Si tratta di Antonio Dell'Atti e Paola Gravili, marito e moglie di 54 e 48 anni, e dell'imprenditore Antonio Salvatore Presta, 53 anni. Una quarta persona, una donna anziana cardiopatica, ha accusato un malore ed è svenuta subito dopo l'assalto.
I tre neritini sono stati assistiti dai medici dell'ospedale di Gallipoli: i coniugi sono stati trasportati dalle autoambulanze del 118 e la prognosi è di sette giorni per l'uomo (ha riportato una ferita lacero contusa all'emicostato sinistro, praticamente un pallino lo ha colpito alla schiena) e sei giorni per la signora, ferita da un pallino alla caviglia e colpita lievemente da un altro frammento all'orecchio.
Drammatica, sul momento, è apparsa la condizione di Presta che dopo l'esplosione ha sollevato la camicia e si è trovato un rivolo di sangue. Immediato l'intervento di un chirurgo, presente in sala, che ha escluso l'ipotesi di una ferita profonda: anche l'uomo era stato raggiunto, e il pallino è penetrato maggiormente anche se è rimasto superficiale, all'emicostato destro. Se la caverà in una settimana.
“Dopo aver udito l'esplosione – dice Dell'Atti che a Nardò gestisce la più rinomata pasticceria della città – ho sentito una puntura alla schiena. Il pallino aveva superato tutta la barriera degli indumenti. Poi ho sentito mia moglie urlare per il dolore alla gamba e il mio amico che si portava le mani sulla ferita. Ho pensato che da lì a poco saremmo morti perché ci avevano sparato a bruciapelo”. (continua dopo il salto)

Il medico li rassicura: si tratta di ferite lievi ma chiunque, in quel momento, avrebbe pensato al peggio. “Erano andati via dopo cinque minuti di terrore puro, di follia – continua Dell'Atti – e vederli uscire è stato un sollievo. Non pensavamo a quell'epilogo”. Ma perché quello sparo contro il pavimento a meno di due metri dalle persone? Sicuramente per coprirsi la fuga, perché nessuno li inseguisse. Ma così hanno rischiato di ammazzare a sangue freddo.
“Il primo ad entrare era piccolo d'altezza – continua – e si è rivolto a noi che avevamo il tavolo più vicino all'ingresso. Aveva una pistola e parlava un italiano stentato, pareva che volesse nascondere a fatica un accento. Gli tremava la voce e anche la pistola. Il secondo, quello col fucile, è rimasto sempre sull'uscio con il fucile in mano”. Il giovane s'è fatto il giro dei tavoli, cercava solo soldi e non voleva gioielli o altro. Ad un tavolo dove una signora stava rallentando le operazioni di consegna del denaro ha colpito violentemente il piano con il calcio della pistola, facendo sobbalzare tutti i bicchieri. Il bottino sicuramente supera i 10mila euro.
Che cosa resta di quest'esperienza? “Solo tanto terrore e la consapevolezza che poteva succedere a chiunque durante una serata di festa con gli amici o la famiglia”. La serata si conclude con i soccorsi ai feriti, con i papà che rassicurano i bambini terrorizzati, “stavano solo girando un film”, e con il cellulare di Antonio Dell'Atti scheggiato e la borsa della signora Paola inservibile e totalmente bucata dai pallini del fucile da caccia. Sì, che stiano bene è davvero un miracolo.
















DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
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