
NARDO’ – «I tempi della giustizia sono brevi, se vuoi. Giudice Mignone salvaci tu». Questo striscione è stato affisso, nella mattinata di ieri, sul cancello della centrale a biogas. Intorno alle 10, ha avuto luogo, infatti, la riunione popolare intorno all’impianto, sito nella zona industriale di Nardò e Galatone. «È stata una dimostrazione di come la popolazione sensibile – spiega Giuseppe Resta, referente del comitato - cerchi ascolto nei magistrati più che nelle amministrazioni locali cieche e sorde e a questi deroghi la salvaguardia della propria salute e della conservazione del proprio territorio». «Inauguriamo la centrale a nostre spese» è stato lo slogan scelto per della manifestazione, che ha ribadito, ancora una volta, il fermo NO ad un insediamento che si ritiene inutile e dannoso per tutto il territorio. E le motivazioni portate avanti con tenacia dai componenti del comitato non sono affatto poche. «Inutile perché l’energia prodotta dalla Puglia è esportata già per l’85 per cento. Inutile perché non risolve il problema dello smaltimento delle biomasse e dei reflui locali ma impone di coltivare 250 ettari a mais e a foraggi e frumenti ibridati, colture completamente avulsa dal contesto climatico, pedologico, culturale e paesaggistico salentino che non verrebbero irrigati con i prodotti da depurazione ma con pozzi artesiani che impoverirebbero una falda già compromessa.
Inutile perché in zona non ci sono deiezioni suine, bovine e polline rilevanti da conferire alla Centrale per aumentare la digestione anaerobica. Inutile perché il bilancio energetico della Centrale tra energia impiegata e energia prodotta sarebbe prossimo alla soglia dello zero. Inutile per le ricadute economiche ed occupazionali inesistenti o trascurabili comunque nel rapporto costi benefici».
I danni? La centrale è dannoso perché la fonte è stata già ampiamente sperimentata di un forte cattivo odore ammorbante generato sia dal ciclo produttivo che dagli enormi depositi a cielo aperto di materiale da trattare.
Altri rischi scaturirebbero dalle emissioni in atmosfera di fumi, metalli pesanti, polveri, diossine dannosi per l’organismo. Da non sottovalutare, inoltre, l’impatto agricolo, paesaggistico e idrologico.Ed è stato ribadito anche quanto possa essere dannosa la sostituzione di coltivazioni tradizionali caratterizzanti e qualificate e qualificanti con coltivazioni alloctone.
A corollario di tutte queste criticità, e per tanto altro, è stato espresso il dissenso pacificamente con una catena umana che ha circondato l’ingresso dell’insediamento maleodorante.
Sono intervenuti alcuni esperti che hanno portato la loro testimonianza ed esperienza a tanti cittadini che per la prima volta si sono avvicinati ed hanno visto dal vivo l’impianto.
È stata significativa la presenza del sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, che è riuscito ad impedire l’avviamento di insediamenti simili nel suo territorio dichiarando la città di Carmiano «indisponibile» ad accogliere qualunque tipologia di centrale di energia elettrica o termica a biomasse. «Il Sindaco ha ribadito che il nostro ‘no’ all’impianto è stato secco, serio, convinto e rumoroso rispetto al silenzio di una politica immobile di fronte a tematiche che mettono a rischio la salute dei cittadini e l’integrità del territorio” – dice il comitato - Il Sindaco Mazzotta ha ribadito che la Consulta ha dichiarato parzialmente incostituzionale una legge della Regione Marche, sulla base della quale l’Ente avrebbe autorizzato la costruzione di decine di centrali a biogas nel proprio territorio. L’esclusione e la non obbligatorietà della Via (valutazione di impatto ambientale), è tra le norme dichiarate irregolari. Via che, al contrario, dovrebbe essere una condizione cardine rispetto all’approvazione del progetto di realizzazione di un’opera potenzialmente pericolosa per il territorio circostante e per la salute dei cittadini.
Secondo il sindaco Mazzotta questa sentenza è da considerarsi di riferimento anche per la Puglia e per tutte quelle regioni che annoverano una legge simile nel proprio statuto. Mazzotta ha evidenziato come la normativa pugliese di fatto esautorizzi i comuni, impedendogli di esprimersi riguardo le costruzione di opere potenzialmente dannose per l’ambiente, per i cittadini e per il territorio».
Il sindaco di Carmiano, nel suo caso ha bloccato la costruzione di una Centrale a Biogas nonostante ne fosse interessato un suo assessore, ed ha affermato: “Il sindaco deve essere prima di tutto un cittadino e per questo motivo deve fare e agire sempre e comunque nell’interesse della propria città, indipendentemente dai suoi interessi personali e dai legami politici”.
Un grande esempio poco seguito, secondo il comitato, che ha puntato il dito contro l’assenza del primo cittadino di Galatone, Livio Nisi. «Pur essendo presenti molti consiglieri e forze dell’opposizione di Galatone, è stata clamorosa l’assenza del sindaco Nisi, dei suoi assessori o di almeno un consigliere di maggioranza. Un’assenza che la dice tutta sulla connivenza dell’Amministrazione galatea con questo nauseabondo, mefitico e velenoso impianto».

















DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
PALIO DI SIENA del 16ago dedicato alla MADONNA DELL'ASSUNTA. Come per ogni anno si espone il Drappellone dello storico Palio che quest'anno ha suscitato indignazione e polemiche da parte dei senesi. IL...