LECCE - Anche lo stadio è un tempio. Solo che i suoi frequentatori, gli adepti del calcio, non sono sempre rispettosi come è successo a Lecce una settimana fa, quando gli ultrà giallorossi hanno assaltato il “Via del Mare” per distruggerlo, nella materia e nell'anima. Il fanatismo ha preso il posto della collettività in armonia e in assemblea, la “chiesa”. Sia pur di una curva da stadio.
Così è toccato ai fedeli di un'altra religione di mettere a posto le cose: ricostruendo, innanzitutto, il simbolo di quell'invasione rabbiosa e inconsulta. E cioè l'ingresso per i sottopassaggi, quel varco per gli spogliatoi devastato da dieci facinorosi e difeso da un solo, coraggioso, steward.
Ieri mattina, dalle 7.30, un migliaio di formichine operose appartenenti alla confessione dei Testimoni di Geova ha iniziato la sua opera: un camion ricolmo di ogni genere di detersivo, messo a disposizione dai soliti volontari, ha rappresentato la base logistica. Poi centinaia di testimoni, ognuno armato di secchio e ramazza, per l'impresa impossibile: tirare a lucido il capo di calcio, dentro e fuori. E esorcizzare anche dal demonio che lo ha posseduto durante la giornata di follia.
Ma non solo. Questo gesto di generosità è apparso civile e laico agli osservatori: scorporato dall'appartenenza religiosa dei “lavoratori”, si è trattato di un momento di appartenenza e di rispetto per il territorio, di vicinanza per lo stesso. Una lezione durissima per gli stupidi ultrà che, come le proverbiali perle ai porci, non verrà apprezzano e nemmeno compreso. Pazienza, non è stato fatto per questo.
Ieri i carpentieri si sono occupati delle murature compromesse, i fabbri e i vetrai hanno ripreso gli infissi claudicanti (compreso il “famoso” sottopassaggio), gli imbianchini hanno pitturato, donne e bambini hanno fatto pulizia su corridoi e spalti. Le operazioni si sono concluse alle 13, anche lungo i viali di ingresso alla struttura, e lo stadio sistemato servirà per celebrare l'assemblea di distretto sul tema “La Parola di Dio è verità”, durante il prossimo fine settimana, con la partecipazione di circa 6mila persone provenienti dalle province di Lecce, Brndisi e Taranto.
Antonio D'Ostuni, portavoce dei Testimoni in provincia, è contento della riuscita e racconta un semplice episodio: più di qualche leccese si è fermato, incuriosito da tutto quel lavorìo operoso. Un anziano ha chiesto che cosa stesse accadendo e, a risposta ottenuta, ha sentenziato: “vi ringraziamo a nome di tutta la città di Lecce”. E così sia.
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