NARDO' - Il TAR Lecce, con una sentenza pubblicata nei giorni scorsi (Pres. Dott. Costantini, Rel. Dott.ssa G. Caprini), da’ l’interpretazione autentica delle norme tecniche di attuazione del PRG di Nardò, con riferimento alla zona A/2 (zone di interesse ambientale costituite dalla cerchia di edifici esterna alle mura del Centro Storico o comunque ad esso adiacenti), precisando le condizioni per il completamento edilizio dei fabbricati esistenti, nonché le possibilità di ampliamento consentite dalla normativa.
L’occasione è un ricorso proposto da un cittadino avverso il permesso di costruire rilasciato al vicino dall’Ufficio Tecnico Comunale per l’ampliamento di un locale artigianale al piano terra con relativo cambio di destinazione d’uso e la sopraelevazione del medesimo locale, nonché dell’adiacente immobile residenziale. Nel ricorso si sosteneva che il progetto non potesse essere approvato, essendo l’ampliamento dei locali esistenti a piano terra circoscritto dal P.R.G. ai soli locali con destinazione abitativa, e dovendo la sopraelevazione al primo piano essere rapportata alla sola superficie già esistente al piano terra, con esclusione quindi degli ampliamenti.
Resisteva in giudizio il destinatario del permesso con gli Avv.ti Pietro e Antonio Quinto rivendicando la piena legittimità del permesso e formulando una chiave di lettura interpretativa delle disposizioni del P.R.G. finalizzata a favorire le condizioni di migliore vivibilità dell’abitato per una riqualificazione della zona anche in termini di abitabilità e di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.
Il TAR, nel respingere tutte le censure sollevate dal ricorrente, incentrate su una lettura restrittiva del P.R.G., ha evidenziato che la norma che consente l’ampliamento dei locali a piano terra per il “miglioramento delle condizioni igienico-abitative” deve essere riferita a tutti i locali senza distinzione tra usi produttivi o residenziali perché preordinata “alla migliore vivibilità di ogni situazione implicante un’occupazione continuativa da parte dell’uomo in ambienti chiusi in relazione alla relativa destinazione, sia essa lavorativa o residenziale” e che la sopraelevazione dei primi piani può essere realizzata legittimamente computando sia la superficie già esistente che quella oggetto di ampliamento, e ciò in quanto ciò che si intende perseguire è unicamente il “rispetto costante del rapporto di proporzionalità tra la copertura del piano terra e del primo piano”, nell’ottica della salvaguardia dei caratteri architettonici e dell’apparato decorativo delle facciate.
«Si tratta di una sentenza di particolare importanza per i cittadini di Nardò – ha commentato l’Avv. Quinto - ma altresì per altri Comuni che hanno una disciplina analoga per le zone A2 di valore ambientale adiacenti ai centri storici. Una lettura intelligente delle N.T.A. è funzionale a condizioni di vivibilità e sviluppo che impediscono lo svuotamento delle zone più vetuste, realizzando un giusto contemperamento dei valori di tutela e di salvaguardia dei nuclei storici con condizioni di abitabilità e sviluppo confacenti alle esigenze della moderna società civile. In questi termini la sentenza del TAR, nella sua motivazione, valorizza l’importanza dei “criteri di ragionevolezza” come parametri interpretativi delle norme del Comune di Nardò».
















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