NARDO' - E' stata effettuata l'operazione "consumer protection" attraverso la quale la Polizia Locale di Nardò, congiuntamente ad una pattuglia della Compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli, ha inferto un duro colpo al fenomeno della vendita irregolare di prodotti non conformi alla normativa vigente in materia di tutela del consumatore avendo particolare riguardo alle disposizioni preposte alla tutela della sicurezza dell'utente.
Nel mirino sono finite le c.d. "cineserie" ossia quei prodotti venduti copiosi nei negozi gestiti da persone di provenienza orientale, in verità sempre in aumento in questo ultimo periodo.
L'attività di indagine ha confermato, purtroppo, quelle che erano le previsioni dei preposti ai controlli: ingenti, infatti, i materiali non a norma con un conseguente sequestro amministrativo, in Nardò, di ben 25.042 prodotti vari tra materiale di abbigliamento, bijotteria, monili, accessori abbigliamento, borse, orologi, materiale elettrico ed elettronico vario, occhiali, cosmetici, profumi, giocattoli per un valore di circa 10.000 euro.
Elevate sanzioni amministrative di oltre 1.000 euro a carico di L.X. gestore cinese del negozio neretino. "Molte aziende che commerciano a livello internazionale praticano, a parità di prodotto, prezzi di vendita con forti oscillazioni a seconda dei diversi Paesi.
Ciò è dovuto ad una serie di fattori come, ad esempio, il livello di ricchezza: lo stesso prodotto può infatti costare di meno in quei Paesi che, economicamente, sono poco sviluppati o nei quali i redditi sono particolarmente bassi..." queste le precisazioni del Comandante la Polizia Locale di Nardò Ten.Col. Cosimo Tarantino che prosegue "...Ed è proprio in questi Paesi che, spesso, i commercianti che gestiscono i market cinesi si approvvigionano: acquistano grandi quantità di prodotto a basso prezzo, per poi piazzarlo sul mercato italiano a prezzi concorrenziali. I problemi in questo caso sono diversi, e riguardano ad esempio la mancanza delle diciture in italiano in etichetta, obbligatorie per legge, oppure l'importazione di prodotti contraffatti. Prodotti di vario genere e natura le cui componenti potrebbero anche non essere quello che sembrano: innumerevoli, infatti, sono le contraffazioni di noti marchi e prodotti industriali, commercializzate in confezioni pressoché identiche alle originali.
Ciò che di identico non è, è il contenuto. Prodotti realizzati con sostanze scadenti, presenti in diversa proporzione rispetto a quanto riportato in etichettatura e, nei casi più gravi, anche sostanze tossiche o pericolose per la salute. Mentre può capitare che un cosmetico sia semplicemente inutile, poiché realizzato con sostanze di bassa qualità, può anche accadere che all'interno dei prodotti per l'igiene personale siano presenti dei veri e propri veleni. I consigli che si possono dare per evitare di trovarsi in situazioni poco piacevoli per la nostra salute sono indiscutibilmente legati al buonsenso. Prima di tutto, e come del resto in ogni ambito commerciale, diffidare dei prezzi troppo bassi. Sapendo che spesso questi nascondono sfruttamento della manodopera ed utilizzo di sostanze di bassa qualità (o addirittura pericolose), le offerte "troppo belle per essere vere" dovrebbero se non altro essere guardate con estremo sospetto.
Così come con sospetto vanno considerate le etichette incomplete o redatte in altre lingue: la mancanza dell'italiano fra le lingue presenti sulla confezione può essere un chiaro segnale di contraffazione del prodotto. Si tratta comunque, sicuramente, di un'infrazione della legge, che afferma che l'etichetta deve obbligatoriamente contenere informazioni in italiano. Oltre alle indicazioni nella nostra lingua, in etichetta va riportata anche la composizione del prodotto".
Dal Comando di Polizia Locale viene assicurata, ovviamente, l'estensione di siffatti controlli alle altre realtà commerciali presenti sul territorio comunale esitanti prodotti simili a quelli sequestrati.
















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