NARDO' - La Regione Puglia anche nella sua massima espressione di Nichi Vendola ha sempre portato avanti delle teorie sulla valorizzazione e recupero dei reflui fognari ritenuti una risorsa in una Regione che è la più sitibonda d’Italia.
Tant’è che lo stesso Nichi Vendola fu chiamato come relatore a Bruxelles in un convegno di portata mondiale sul riutilizzo delle acque reflue.
L’acquedotto pugliese dal suo canto con i tecnici tutt’ora in organico ha pubblicato un ponderoso volume dal titolo Ri.F.A.Re, acronimo di Riutilizzo Fanghi Acque Reflue nel quale si decantano tutte le possibilità di riutilizzo di questa risorsa e si ostracizza lo scarico a mare. Se nonché, improvvisamente, con una repentina inversione di rotta dello stesso AQP vengono progettate un numero spropositato di condotte fognarie sottomarine ove si sostiene che il mezzo più idoneo per smaltire le acque reflue è il mare. Tutto ciò avviene nella pervicace giusta resistenza delle popolazioni residenti nei contesti interessati.
Sorvolando sul fatto che tali comportamenti sembrano a dir poco schizofrenici trovano unica perversa giustificazione nel fatto che gli appalti di tali opere (condotte sottomarine) possono essere espletati solo da pochissime imprese che, è il segreto di pulcinella, hanno notoriamente fatto cartello e gestiscono in una condizione di monopolio queste opere pubbliche.
Non trascurabile l’impatto ambientale di tali impianti che come nel caso di Nardò e Manduria interessano zone SIC e Aree naturali protette di altissimo valore naturalistico. Ciò, oltre al danno ambientale, comporta certamente un danno economico a scapito del comparto turistico e della pesca.
Non trascurabili neppure le difficoltà tecniche di queste grandi opere superabili solo attraverso ingenti costi energetici per impianti di spinta e sollevamento che dovranno essere in funzione 24 ore/24. Si rileva che il livello di depurazione (si fa per dire) di queste acque sarà in tabella 1, ovvero reflui tal quali deprivati della parte solida e blandamente disinfettati con sostanze impattanti per la biodiversità marina.
La nostra proposta è quella di utilizzare depuratori funzionali in tabella 4 e recuperare i reflui in agricoltura, stoccare l’eccedenza in bacini di fitodepurazione che avrebbero un importante ruolo microclimatico e di rifugio per l’avifauna palustre, stanziale e migratoria. Queste aree umide sarebbero poi sfruttate anche a livello turistico, didattico ambientale e ricreativo con enormi potenzialità di occupazione.
Onde scongiurare tale sciagurato intervento invitiamo i cittadini, le associazioni e i comitati a partecipare ad una grande manifestazione pubblica che organizzeremo nei prossimi giorni a Nardò.
Cristian Casili
Candidato consigliere alla Regione Puglia per il MoVimento 5 Stelle
















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