NARDO' - "Nostalgico del partito dei cattolici e dei movimenti di ispirazione cattolica, lievito per molti anni nel sociale, desidererei fare alcune brevi riflessioni di carattere politico traendo spunto dalla discussione in Parlamento della così detta “Stepchild Adoction”, per evidenziare il ruolo assolutamente marginale dei parlamentari cattolici".
Innanzitutto mi preme evidenziare come in questi giorni si rimpianga, in modo plausibile, la scomparsa della Democrazia Cristiana e/o del partito dei cattolici, nonché il tentativo da parte di tanti politici di far rinascere la balena bianca o un partito che metta insieme i cattolici.
Ciò che più rammarica non è tanto la mancata presenza del partito in sé, che per ragioni storiche, probabilmente non aveva più senso di essere, ma quanto con esso la sparizione del punto di vista dei cattolici impegnati in politica.
All’indomani della diaspora dei cattolici in altri partiti diversi dalla D.C., non era mancato chi aveva applaudito a ciò, convinto che la presenza dei cattolici in più partiti avrebbe rinforzato le idee e la posizione del mondo cattolico. Al contrario, a ben vedere quanto è sotto i nostri occhi, tutto ciò è stato un fallimento, non solo perché in politica, alla resa dei conti, contano solo i numeri, ma anche perché il pensiero cattolico è ormai diventato così debole che anche chi si dichiara tale, poi in parlamento si comporta in modo totalmente diverso, compreso il presidente del Consiglio che pare abbia formazione da Scouts, e in sostanza chiede, al presidente della CEI di farsi gli affari suoi, dimostrandosi assolutamente” ignorante” nel rapporto laico cattolico e politica.( Mi chiedo se non è il caso di vigilare su educatori cattolici di tale portata visti i risultati).
Volendo, poi, considerare le cause di siffatta situazione, non possiamo non prendere in considerazione un diffuso e prevalente atteggiamento di questi ultimi anni, in alcuni ambienti ecclesiali, di rinunciare alla formazione di laici impegnati nel sociale, e preferire invece, sebbene altrettanto importanti, spendere energie per la formazione di laici impegnati in pastorale ma spesso chiusi nelle sacrestie.
Non vorremmo essere maestri ad alcuno, ma ricordare a noi stessi che il Concilio Vaticano II aveva espressamente invitato i laici ad impegnarsi per la costruzione del bene comune, indicando in ciò il luogo della santità a cui è chiamato il laico impegnato.
Roberto Russo segretario politico LIBRA
















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