NARDO' - Quella neritina è una delle sue piazze migliori. Qui il consigliere, non eletto per un soffio, prende ogni volta centinaia di voti grazie a fedeli amici di area progressista. Ma stavolta il dispiacere, anche per i neritini che lo sostengono, è stato grandissimo. Nardò perde un riferimento che è stato importante, in passato, per queste persone e per una parte di elettorato. Una situazione che potrebbe produrre i suoi effetti anche in vista delle imminenti amministrative del 2021.
Proclamazione Consiglio, prendo atto della decisione della Corte d’Appello ma valuto ricorso al Tar. 13mila 539 preferenze patrimonio politico enorme
In seguito al ricalcolo dei voti effettuato dall’Ufficio centrale della Corte d’Appello, chiamato a decidere sull’applicazione del premio di maggioranza da assegnare al centrosinistra, non sono tra gli eletti al Consiglio regionale della Puglia. Questo perché la Corte d’Appello ha incomprensibilmente adottato un criterio di calcolo differente rispetto a quello utilizzato dal Ministero dell’Interno, che poggiava su una giurisprudenza consolidata nell’interpretazione della legge elettorale pugliese.
Prendo atto di questa decisione, ma faccio fatica a condividerla. Per questo sto valutando la possibilità di presentare ricorso al Tar di Bari, com’è nel mio diritto (ma anche dovere dei tanti cittadini che mi hanno votato) entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione del verbale, per far sì che la giustizia amministrativa possa fugare ogni dubbio circa l’interpretazione della legge elettorale.
Detto ciò, al di là di come andranno le cose, non mi sento sconfitto da questa tornata elettorale. Tutt’altro. Le 13mila 539 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale rappresentano per me un patrimonio politico enorme (oltre che un attestato di stima di cui non sarò mai sufficientemente grato), rispetto al quale continuo a sentirmi impegnato pur non sedendo in Consiglio regionale. Sono il frutto, quelle preferenze, di un percorso umano e politico costruito dentro e fuori il Partito Democratico, un percorso che ha coinvolto e coinvolge tantissime persone e che ha indirizzato in modo chiaro il mio impegno nel corso dei 10 anni da consigliere regionale.
Da questo patrimonio io riparto, tornando a testa alta al mio lavoro in biblioteca, nella convinzione che si possa fare politica al servizio del territorio anche fuori dalle istituzioni.
“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta”. Grazie a tutte a tutti.
















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