NARDO' - La coalizione di Pippi Mellone ha nove liste. Tutti gli altri, mettendosi insieme con un candidato unitario, potrebbero metterne in piedi addirittura dodici. Ma ci sarà chi capirà che questa è la strategia giusta per provare a vincere?

DI MAURIZIO LEUZZI
Assisto all’evolversi della campagna elettorale. Ed apprezzo il lavoro e lo sforzo di tutti i candidati (del fronte opposto all’attuale amministrazione) nel convincere la cittadinanza della inadeguatezza di questo sindaco ad amministrare la nostra comunità. Anche se confesso di non comprenderne la strategia elettorale.
Il loro gran lavoro nell’allestire liste di supporto ci fa infatti ben sperare che in città il popolo melloniano non sia la maggioranza. Ma ci pone anche davanti ad una considerazione. Se almeno quattro degli attuali candidati vantano ognuno tre o quattro liste, e quindi il numero delle liste di tutti i candidati potrebbe raggiungere nel totale addirittura le quindici liste, come si può allora ragionevolmente pensare di restare divisi e sprecare l’occasione di vincere al primo turno? A far fronte comune sarebbero in fondo candidati tutti moderati, dal momento che la destra, la Lega e CasaPound sostengono invece l’attuale amm.ne!
Candidati che all’unisono hanno peraltro stigmatizzato le stesse mancanze di questo Sindaco e hanno già dichiarato di tenere a temi comuni come la legalità e la trasparenza, la democrazia, la coesione sociale, il lavoro e l’impresa. Ed è fuor di dubbio che dopo il lavoro profuso in questi mesi, siano gli unici soggetti ad essersi guadagnati sul campo il diritto di decidere su chi fare sintesi.
Dunque perché si persevera in questa frammentazione, anteponendo alla soluzione di tanti e tali problemi, nonchè alla possibilità di cambiare verso al nostro paese, le proprie posizioni, come se del risultato finale non importasse a nessuno? Perché è evidente che questo stato di cose, se da un lato garantirà di andare al secondo turno, dall’altro difficilmente consentirà a chi dovesse approdare al ballottaggio con qualche centinaio di voti in più, di recuperare poi in pochi giorni le migliaia di voti necessari per la vittoria finale. Né posso pensare che dietro queste candidature possa esserci solo il personalismo di chi è in cerca di visibilità, di chi ambisce a costruirsi una carriera politica o mira a contarsi per far valere domani il proprio peso elettorale, o addirittura di chi ambisce solo ad un posto in Consiglio.
Credo sia arrivato il momento perchè gli sforzi di tutti noi siano concretamente indirizzati verso un bene comune superiore. Anche a costo di sacrificare ognuno le proprie legittime aspettative ed ambizioni personali.
















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