NARDO' - Quant'è strana questa giunta autunnale varata da Pippi Mellone. Ci sono dentro assessori che possiamo definire "vasi di ferro" e assessori che sono, invece, vasi di coccio. Ci pare un esecutivo adeguata al periodo e, per farvelo capire, scomodiamo un grande poeta: Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Insomma, ragioniamo.
Mellone dichiara ai giornali che prima di nominare gli assessori preferisce attendere la convalida degli eletti.
Ed ha ragione da vendere. Perché non sa ancora come sarà realmente composto il Consiglio.
Solo due voti dividono alcuni "potenziali" consiglieri comunali. Sul sito del Comune, che vale quanto il due di picche, ci sono i numeri provvisori. E' noto che stanno già cambiando, che ci sono errori. Solo due voti (2) dividono Pierluigi Tarantino da David Dell'Atti. E solo due voti, in un'altra lista, dividono Lucio Margarito da Alessandra Fracella. Quattro professionisti "di peso", quattro storie politiche e professionali importanti alle spalle di ognuno dei protagonisti di questa vicenda.
Chi sarà davanti avrà il ruolo fatidico di "primo dei non eletti". Sarebbe stato più giusto valutare la chiamata degli assessori anche in base a chi sarebbe "scattato" in Consiglio. Mellone avrebbe preferito fare le sue valutazioni conoscendo perfettamente la geografia dellla massima assise.
E poi devono succedere altre cose, proprio nel corso di questa settimana, dalle quali lo stesso Mellone dovrebbe trarre informazioni ulteriori su un paio di situazioni molto importanti per il proseguio del suo sindacato.
Invece gli hanno messo fretta. Una fretta dannata. Si dice soprattutto i gruppi di Oronzo Capoti e Gianpiero Lupo. Secondo i soliti beninformati erano addirittura pronti, i consiglieri, a dichiararsi indipendenti. A creare da subito un "problema" politico.
Mellone ha "stoppato" il tiro da sotto canestro. Lo ha fatto con quella abilità politica che gli è ormai ampiamente riconosciuta.
Praticamente ha risposto con una sfida, rilanciando la posta: "volete la giunta? Vi servo la giunta!"
Con il risultato che adesso nessuno è al sicuro. Perché, non dimentichiamocelo, chi diventa assessore si deve dimettere dalla carica di consigliere comunale.
Ed a Mellone non cambia la vita, con la maggioranza bulgara che tiene, se un gruppo resta senza senza assessore e qualcuno decde di dichiararsi indipendente o va in minoranza.
Anzi, sarebbe l'occasione giusta per affermare un motto che sicuramente gli è caro: colpirne uno per educarne cento.
Come andrà a finire? Mellone ama smentirci ma poi non si trova bene.
Per cui non ve lo diremo e non glielo diremo. Ma l'impressione è che questa sia e sarà una giunta "di stagione". Buona per i funghi, le castagne e lo scherzetto di Allouìn.
















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