NARDO' - Parla il carabiniere che è riuscito a difendere la sua casa e la sua famiglia con sprezzo del pericolo, coraggio e eroismo.
Francesco Monacizzo è un atleta con il fisico integro e possente. Ha dimostrato sangue freddo e condotta esemplare, da vero carabiniere, sparando due colpi in terra, solo per intimorire e non per far male al suo aggressore. Nonostante ciò si ritrova il labbro rotto, un dente scheggiato ed un grosso bernoccolo sulla testa tanto da aver dovuto far ricorso alle cure dei medici. L'aggressione da parte del ladro, infatti, è stata rabbiosa ed inconsulta.
“Mi è balzato addosso all'improvviso – racconta – e mi ha spinto in casa picchiandomi selvaggiamente. E' più alto e più grosso di me ma nonostante questo ho avuto fortuna perché nella lotta – continua – sono riuscito a farlo cadere ed a mettermi sopra di lui così da poterlo immobilizzare legandogli le mani con una cintura che mi ha passato mia moglie”.
Un sangue freddo invidiabile ma anche il brigadiere rabbrividisce al pensiero che l'aggredito sarebbe potuto essere un anziano, un padre di famiglia non particolarmente aitante o pronto ad affrontare l'aggressione.
“A ripensarci ora è tutto assurdo – continua il carabiniere – perché quando mi sono accorto che alcune fascette delle persiane erano state smontate ho acceso addirittura un faro all'esterno della casa e le luci all'interno. Nonostante ciò quell'uomo ha atteso dietro la porta per aggredirmi”.
Solo dopo il carabiniere ha scoperto che l'aggressore è un “vicino di casa” che abita a poco più di cento metri dalla sua villetta. Tanti, quindi, i tasselli che devono andare al loro posto a partire da una 147 nera, incidentata, all’interno della quale erano presenti vari arnesi da scasso (un piede di porco in ferro, uno scalpello in ferro e una mazza ferrata) tutti sequestrati, le cui chiavi erano in tasca dell'aggressore.
Inoltre è centrale anche la questione della donna che è stata vista allontanarsi con un cellulare in mano mentre le pattuglie sopraggiungevano sul posto per dar manforte al carabiniere-eroe.
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IL FATTO
Tenta il furto nella casa di un carabiniere, fino a pochi mesi fa effettivo ed in servizio a Gallipoli. Ma il “colpo” rischia di trasformarsi in tragedia: Fabio Rizzo, neritino di 33 anni, viene immobilizzato e legato con una cintura dal militare che, per intimorirlo, spara anche due colpi con la sua pistola.
Una donna potrebbe essere complice e “palo” del malvivente: si è data alla fuga non appena vista la mal parata con l'arrivo di carabinieri e polizia.
Tutto avviene nel cuore della notte: alle tre e un quarto Rizzo tenta di entrare in una abitazione in contrada Pagani, zona di ville tra la città e le marine. Ovviamente lui non sa che quella è la casa di un carabiniere, ora in congedo ma in servizio, fino a pochi mesi addietro, nel nucleo radiomobile della Compagnia di Gallipoli. Probabilmente, inoltre, pensa di poter fare il colpo senza svegliare nessuno o, addirittura, crede che la casa sia disabitata.
Ma in casa c'è la famiglia e il proprietario non è uno qualunque: Francesco Monacizzo, brigadiere capo dei carabinieri, è un atleta. Sommozzatore, fisicamente molto ben messo che non dimostra meno dei suoi 54 anni, ma anche corridore di maratone con l'Asd Running Portoselvaggio.
L'uomo dorme in casa con la moglie quando viene svegliato perché sente i rumori provenienti dall’esterno della propria abitazione. Inizialmente non ci pensa ma quando scatta l’allarme dell’appartamento decide di entrare in azione: impugnata una pistola, regolarmente detenuta, decide di controllare. La casa dove abita si affaccia su una strada sterrata e non può essere che, a quell'ora, qualcuno lo stia cercando.
Il sospetto si trasforma in certezza quando raggiunge la porta principale della villetta, dove nota i palesi segni di effrazione sulle persiane. Con il coraggio che deriva solo dal fatto di essere un “addetto ai lavori” apre la la porta ed esce sul pianerottolo. Qui, a riprova che il ladro sia un avventato, Monacizzo viene spinto ed aggredito da Rizzo che si era nascosto. Ne nasce una colluttazione appena dentro casa. Il militare esplode anche due colpi di pistola con la propria arma, in direzione del pavimento, al fine di intimorire l’arrestato, ma questi non desiste. La moglie del brigadiere, intanto, chiama il 112, proprio gli ex colleghi del nucleo radiomobile di Gallipoli, così come il locale commissariato.
Nel frattempo il marito ha quasi sistemato per le feste il ladro: sbilanciato il malvivente e fatto cadere a terra ha avuto la meglio, riuscendo anche a legarlo una cintura fornitagli dalla moglie, che nel frattempo assiste alla lotta.
Dopo cinque minuti arrivano i carabinieri che portano Rizzo prima in caserma a Gallipoli e poi nella casa circondariale di Lecce.















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