Tempo dei divertimenti, delle maschere e dei fermenti.
In questi giorni praticamente,
camminare non è conveniente,
in testa di tutto può arrivare…
persino uova marce che fan puzzare.
Il viso ci si trova imbiancato
come fulmine dal cielo cascato
e il giubbino appena comprato
uno straccetto è già diventato.
Motivo? Una decisa spruzzata
in faccia, sul corpo, ben mirata,
in testa, sui lunghi capelli
che al vedersi non sono più belli!
La giornata ormai è rovinata,
qualche parola è già scappata…
E’ carnevale, solo una risata
a chi ha agito in maniera sfacciata.
A Carnevale ogni scherzo vale!
ORIGINI DEL CARNEVALE
Incerta la derivazione di “carnevale”,
dal latino “carnem levare”.
“Privarsi della carne” è il significato
in relazione al banchetto consumato
nel giorno di martedì grasso,
termine di scherzi e di fracasso.
L’indomani digiuno e astinenza
dalle carni e gran penitenza,
già periodo quaresimale,
preparazione a quello pasquale.
Variabile da Paese a Paese,
secondo le abitudini intraprese,
l’inizio del periodo carnevalesco
con scherzi in modo pazzesco.
Il carnevale, oggi come in passato,
le ultime due settimane è festeggiato,
col Mercoledì delle Ceneri terminato
ed alla data pasquale collegato.
Un tempo la terra era festeggiata
perché dalla natura fecondata
dopo il risveglio invernale
per nutrire l’uomo e ogni animale.
Con il riso e i riti di fecondità
si ottenevano prodotti di qualità.
Il riso in modo particolare
i dispiaceri faceva allontanare.
La semina si effettuava ridendo
con sempre un maggiore crescendo
nel raccolto di ortaggi e frutti
in proporzione alle risate di tutti.
Per greci e romani venerate
le divinità del riso e adorate.
“Dio rise” e le migliori divinità
furono nate in quantità.
Le regole sociali sovvertite,
con regolare permesso sparite
in epoca romana addirittura,
eppure, regnava tale “apertura”.
Di origine antica i festeggiamenti,
per il tempo di carnevale risalenti
alle feste religiose pagane
e le furie si tenevano lontane;
le maschere facevano allontanare
e gli spiriti maligni scappare.
Con la loro bruttezza e difformità
paurosamente correvano di qua e di là.
Il carattere magico e rituale
col Cristianesimo si perse a carnevale.
Nel Medioevo e nel Rinascimento
Il carnevale assunse un riconoscimento,
la musica suonata e cantata,
nelle corti europee fu raffinata
col teatro, con la danza
e spettacoli ad oltranza.
Festa più pazza e variopinta,
di tutto l’anno è contraddistinta
da gioco, scherzo, finzione…
e permessi senza eccezione.
Lo spirito carnevalesco è festeggiare,
gli scherzi si devono accettare
perché A CARNEVALE
OGNI SCHERZO VALE!
Ornella De Benedittis















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