NARDO' - Caro direttore ma dove vanno a finire i nostri soldi? Volatilizzati insieme con gi idrovolanti?
NDR: il ricorso contro il progetto è stato dichiarato inammissibile dal Consiglio di Stato proprio di recente. Lo potete leggere QUI. Allora perché l'idrobase è stata affidata qualche giorno fa ad una associazione culturale dall'Amministrazione comunale guidata da Pippi Mellone?
Nel 2020 il Comune di Nardò otteneva un finanziamento del programma europeo Interreg Grecia/Italia 2014/2020, per un importo di € 533.000,00, per l’installazione di una idrosuperficie con mini terminal nella marina di Santa Maria al Bagno di Nardò.
Avrebbero dovuto essere realizzate otto idrobasi e idrosuperfici nell’ambito del progetto europeo “Swan” quella della marina di Nardò, in attesa della realizzazione di altre sette idrobasi in Puglia e in Grecia. A Taranto, Gallipoli, Corfù, Erikusa, Matraki, Othoni e Paxos per consentire collegamenti aerei turistici rapidi e sostenibili.
Vennero effettuati incontri con l’Aviazione Marittima Italiana per seguire le linee guida dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, a partire dall’addestramento di piloti già brevettati per conseguire l'abilitazione al volo con idrovolanti e anche come approdo per idrovolanti impiegati nel monitoraggio delle aree marine protette e dei parchi costieri. Tutto con sfarzo magno, con strombazzi e fanfare, “per permettere (così si disse da parte dell’amministrazione comunale) di rendere l’Italia nuovamente protagonista, come lo è stata nei primi decenni del secolo scorso, così da diventare a partire proprio dalla Puglia il principale polo d’attrazione europeo per il volo in idrovolante”.
Il tavolo tecnico venne organizzato dall’Aviazione Marittima Italiana, in collaborazione con la Scuola Italiana Volo e con il gruppo Caroli Hotels.
In merito alla questione che l’idroscalo era troppo vicino, a ridosso del Giardino della Memoria ci fu anche un’interrogazione con richiesta di risposta scritta E-001166/2022 alla Commissione
Articolo 138 del regolamento da parte dell’eurodeputato Sandro Gozi (Gruppo Renew Europe) dove si diceva che, “Il Giardino della memoria" nasce, attraverso donazioni di privati, nel 2010 sul lungomare di Santa Maria al Bagno a Nardò, in provincia di Lecce, che fu campo di accoglienza per profughi in prevalenza di religione ebraica scampati alla Shoah a partire dal 1943.
I donanti sono stati informati nella Giornata della memoria 2020 dell'esistenza di un progetto, finanziato dalla Commissione europea, che prevede la demolizione del Giardino per la creazione di una rete di idroscali per idrovolanti di collegamento tra la Puglia e la Grecia.
Alla luce di quanto sopra, può la Commissione far sapere:
• 1. se, interagendo con l'Ufficio regionale di Bari e greco, potrebbe individuare un'altra area in cui realizzare, con fondi europei, il terminal per idrovolanti;
• 2. qual è la ragione che ha spinto il Comune di Nardò a non coinvolgere i donanti e il Comitato, regolarmente registrato, nella decisione;
• 3. se è possibile promuovere un tavolo di confronto tra il Comitato a difesa del Giardino, i donanti e l'amministrazione locale per decidere il destino del Giardino?
Tutto questo è evaporato, o meglio dire volatilizzato, l’altra sera?
In quell’aerea, dove sarebbe dovuto sorgere l’idroscalo per l’approdo degli idrovolanti dalla Grecia, alcuni sconosciuti (?) banchettavano.
Erano in attesa che approdassero gli idrovolanti? Erano stati autorizzati(?) (da chi?) a cenare, intanto che aspettavano i loro parenti arrivassero da Corfù?
Oppure il mega progetto, costato 533.000 euro, è definitivamente volatilizzato nel nulla, e gli astanti di quella cena (?) bisbocciavano per festeggiarne la dipartita?
E se questo dovesse risultare al vero, dove sono andati a finire gli annunci, i manifesti, le dichiarazioni roboanti in pompa magna (l’espressione deriva dal latino, guarda caso ha origini greche, pompé, e si riferisce a cortei e processioni solenni), le fanfare del sindaco ed assessori, che ancora riecheggiano nelle nostre orecchie?
Proclami, con sottofondo di strombazzi e tromboni, che annunciavano di aver ottenuto finanziamenti europei, per mega progetti.
Ma dove vanno a finire i nostri soldi? Volatilizzati insieme con gi idrovolanti?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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