NARDO' - Una serata tra rock, reggae e dubstep in occasione della festa dei lavoratori. L'evento, targato Unione degli Studenti, ha avuto non solo un buon riscontro di pubblico, ma anche il merito di aver "accontentato" i gusti di tutti senza lasciare nessuno a bocca asciutta. Nella stessa serata.
"Andiamo al concerto del 1° maggio?" - "Sì, e come ci andiamo a Roma? A piedi?!" - "No, ma a piedi arriviamo in piazza!".
E non in piazza San Giovanni, ma in piazza Salandra. Chi voleva concludere la scampagnata del 1° maggio nel migliore dei modi, ha avuto l'occasione di farlo tra musica giovane, fatta da giovani, tra i giovani. L'Unione degli Studenti è infatti riuscita ad organizzare il suo concertone per la festa dei lavoratori tra il caldo estivo di un sole spacca-pietre e il ritmo reggae-electro-rock di un impianto stereo spacca-timpani. E' il caso di dire che se il sindacato studentesco cercava da tempo un evento per farsi sentire forte e chiaro, non ci sentiamo di dire che non l'abbia trovato.
Sul palco si sono avvicendati in un meltin' pot di generi e suoni diversi: i The Smokes, band di recente formazione sull'alternative-hard rock; gli ELTDOWN, indie-hard rockers ormai veterani della scena musicale neritina a soli 18 anni (a testa); Michall and Frank, un sodalizio reggae che le ha cantate veramente a tutto e a tutti con un sound incalzante e dei testi interessanti; Blammo & Franco, novelli Daft Punk che hanno fatto scatenare il pubblico tra Chemical Brothers e sintetizzatori.
Nel giorno del ricordo dell'impegno del movimento sindacale, il sindacato più giovane ha piazzato il colpo. Certo, non ha chiamato a raccolta le folle oceaniche che siamo abituati a vedere in piazza San Giovanni; ma un evento con un riscontro di pubblico così forte non si vedeva in piazza da tempo. Anzi, potremmo anche dire che un evento pubblico in generale non si vedeva in piazza da tempo.
Vanno riconosciuti perciò i meriti dell'UdS, un organismo che è riuscito ad organizzare una manifestazione di successo pur avendo pochi spiccioli (grazie soprattutto all'aiuto degli sponsor), pur essendo momentaneamente senza un tetto (è in fase di elaborazione la campagna "adotta un udiessìno") e pur dovendo farsi strada, nonostante la simpatia di molti, in un panorama di realtà associative sindacali che sul nostro territorio trovano sempre più difficoltà nel raggiungere una piena affermazione.
"Chi fermerà la musica?" ci sarebbe da dire. E soprattutto... Chi fermerà loro? Come recita lo slogan di una delle loro magliette, questi ragazzi sembrano avere: "nessun limite, eccetto il cielo".
















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