NARDO' - Appuntamento il 24 maggio a Nardò con la presentazione del libro in Piazza Cesare Battisti.
Nelle pagine della sua ultima opera, Antonio De Donno ripercorre il lungo e intenso cammino professionale che lo ha visto protagonista in alcune delle stagioni più delicate della storia d’Italia e del Salento. Il racconto personale si intreccia con i principali eventi giudiziari e sociali che hanno segnato il nostro Paese, offrendo una testimonianza preziosa sul ruolo della giustizia nella lotta alla criminalità organizzata.
La carriera di De Donno prende avvio a Roma, dove studia giurisprudenza all’Università “La Sapienza” negli anni turbolenti dei conflitti politici e sociali degli anni Settanta. Il suo primo incarico come giudice istruttore al Tribunale di Voghera lo porta a confrontarsi subito con temi scottanti, come il terrorismo e il caso Sindona, simbolo delle connivenze tra finanza, politica e criminalità.
Nel 1990, il ritorno a Lecce come pubblico ministero segna una nuova fase della sua attività. Il Salento è allora piegato dalla violenza della Sacra Corona Unita: omicidi, faide, estorsioni, traffico di droga e contrabbando sono all’ordine del giorno. È in questo contesto difficile che nasce la Direzione Distrettuale Antimafia, strumento essenziale che cambia il volto delle indagini grazie anche alla collaborazione dei pentiti e all’uso delle nuove tecnologie investigative. I maxi-processi che seguono sembrano segnare una svolta, ma le mafie – più che sconfitte – si riorganizzano in forme meno visibili e più sofisticate.
Con gli incarichi di procuratore aggiunto a Lecce e poi di procuratore capo a Brindisi, De Donno approfondisce la conoscenza di un territorio in trasformazione. Le mafie tradizionali cedono il passo a nuove forme di violenza, più private che organizzate, e il crimine si mimetizza nei tessuti economici e sociali locali. La sua azione giudiziaria non si limita però all’aula di tribunale: De Donno si fa promotore di un’intensa attività di educazione alla legalità, convinto che la battaglia contro la mafia debba essere culturale oltre che giudiziaria.
Il libro è un invito forte a coinvolgere soprattutto i giovani, ritenuti da De Donno interlocutori privilegiati per costruire un futuro fondato sul rispetto, sull’etica pubblica e sulla cittadinanza attiva. La sua storia è la testimonianza viva di un impegno costante e appassionato per una società più giusta e consapevole.

















NARDÒ - Sembra ieri – e siamo nel 1975- l’incontro presso l’abitazione di Bruno De Razza al fine di dare un assetto culturale ad una nuova e originale iniziativa: una radio che Fernando Raho e...
NARDO' - Un video bellissimo con la piazza stracolma di gente per il sindaco di Palermo, fondatore della Rete. E poi la seconda parte con tanti volti noti ai neritini.
La crisi climatica e l’adeguamento degli immobili adibiti alla didattica e alla ricerca nelle nostre scuole.
NARDO' - E poi risultati e (triste) classifica.
NARDÒ - L’A9 Nardò ritrova la vittoria e si lascia alle spalle la deludente trasferta di Corato.
Serena Pagliula, ideatrice dell'evento: "le disuguaglianze possono accentuare le condizioni di vulnerabilità di alcune categorie di donne, esponendole maggiormente anche al rischio di povertà...
NARDÒ - All'associazione Dimore storiche neretine è stata richiesta la disponibilità ad assumere il servizio e la presentazione di una proposta è arrivata prima della scadenza fissata al 12...
NARDO' - Un'intervista integrale della TV rumena tutta da "degustare", con tanti inviti alla riflessione.
NARDO' - Giulia Puglia presenta la visione della Città-Laboratorio: cultura, giovani e rigenerazione urbana per costruire il futuro.
Roma Bologna Torino, ancora una volta prese da violenza, devastazione e conseguente attacco alle forze dell'ordine. Una grande manifestazione nazionale, molto partecipata, organizzata da alcuni...