NARDO' - Chi era il mito? Il racconto di chi l'ha conosciuto prima che diventasse famoso. Stasera a Nardò.
PIETRUCCIO MONTALBETTI: IO E LUCIO BATTISTI
(Salani)
In questi anni sono stati pubblicati molti libri su Lucio Battisti, molto interessanti e approfonditi; ma tutti trattano del genio musicale, tralasciando che tipo di uomo fosse. Una lacuna giustificata dal fatto che nessuno lo aveva frequentato prima che si affermasse come artista.
Solo quattro persone potrebbero dire qualcosa di importante su di lui: Roberto Matano, il cantante del gruppo I Campioni, in cui Lucio aveva suonato per alcuni anni la chitarra; Christine Leroux, la sua prima editrice, che credette in lui ed ebbe la brillante idea di presentarlo a Giulio Rapetti, in arte Mogol; mio fratello, Cesare Monti, che fu per anni il suo fotografo ufficiale e realizzò tutte le copertine dei suoi dischi più importanti; e ovviamente io.
In queste pagine sono raccolti i frammenti di vita che abbiamo vissuto insieme: un’amicizia lunga, intensa, che mi ha permesso di conoscere l’uomo prima del mito. In questo modo ho voluto offrire il mio tributo all’artista e rendere giustizia all’uomo, spesso incompreso.
Pietruccio Montalbetti
Prima di entrare a far parte della storia della musica italiana, Lucio Battisti incontrò Pietruccio Montalbetti, chitarra leader dei Dik Dik. Il gruppo a quei tempi era già in testa alle classifiche con Sognando la California. Ne nacque un sodalizio umano e artistico straordinario.
Un prima e un dopo. Come tutti i grandi artisti, Lucio Battisti ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana: le sue indimenticabili e rare apparizioni televisive, la sua voce asciutta e fragile, i testi semplici eppure così radicalmente diversi e innovativi, una composizione musicale complessa, accurata, dall’effetto struggente.
Lucio Battisti è un autore che ancora oggi ascoltiamo senza esserne mai sazi. E che ancora oggi è rimasto ineguagliato, per la varietà dei temi e la ricchezza che hanno accompagnato tutto il suo percorso.
In tanti hanno scritto di Lucio Battisti, ma in pochi lo conoscevano davvero; la sua musica è stata discussa, analizzata, amata o odiata, ma dell’uomo si è detto solo quello che la sua profonda riservatezza permetteva.
Pietruccio Montalbetti, chitarra leader dello storico gruppo dei Dik Dik, è stato il suo primo grande amico a Milano. Questo libro è il racconto di un’amicizia lunga una vita, tra momenti di quotidiana leggerezza e grandi svolte professionali: il primo incontro in una sala parrocchiale adattata a studio di registrazione; un Natale trascorso in famiglia; le gite e le passeggiate; l’inizio del sodalizio artistico con Mogol. Un libro fatto di ricordi che, oltre all’artista, rende giustizia all’uomo Lucio Battisti e al suo mondo di emozioni, timidezze, determinazione e talento.
«Non è ancora stato detto, ma Lucio Battisti fece una vera e propria ‘rivoluzione’. Non si ispirò, come qualcuno pensa, alla musica americana e inglese di quei tempi, ma cambiò il modo di scrivere le canzoni, rivoluzionando anche diversi giri armonici tra quelli da sempre ‘laureati’, inventando altre combinazioni sonore e un altro modo di incasellare il tutto insieme a Mogol. Allievi e seguaci furono in primis i Dik Dik e altri gruppi del periodo. E tutti noi abbiamo goduto di quella splendida generazione frettolosamente chiamata ‘Beat’». RENZO ARBORE
Pietruccio Montalbetti
è chitarra leader dei Dik Dik, storico gruppo pop-beat-rock italiano. Tra i loro grandi successi: Se rimani con me, Sognando la California, Senza luce, Il primo giorno di primavera, L’isola di Wight. Ha collaborato con Lucio Battisti, Mogol, Rita Pavone, Ricky Gianco, Caterina Caselli, Giorgio Faletti, i Camaleonti e Maurizio Vandelli.
Pietruccio Montalbetti, chitarra leader dei Dik Dik, presenta il suo nuovo libro Io e Lucio Battisti (Adriano Salani Editore)
15 marzo, Sala Convegni del Cento Servizi Culturali e Bibliotecari di Nardò, ore 18.00
Interviene Giuseppe Tarantino
















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