NARDO' - Dalla gioia per una stagione esaltante alla tachicardia per i play-out granata. Antonio Obbiettivo ci racconta come ha vissuto i due campionati, entrambi caratterizzati da intense emozioni. Ha festeggiato la promozione in Eccellenza con il Casarano, dopo una stagione intensa e avvincente. Ma la gioia (autentica) è anche per la salvezza del suo Nardò, salvo dopo la dura battaglia dei play-out.
Il trio Obbiettivo-Inguscio-Alemanno con la presenza di mister Longo & staff, si riconferma vincente. Ci svelate il segreto?
La nostra forza è la mentalità. L'umiltà, lo spirito di sacrificio e soprattutto il rispetto dei ruoli creano i presupposti giusti per confrontarci quotidianamente e costruttivamente senza mai trascendere lo specifico ruolo di ciascuno. Ognuno di noi conosce a fondo i propri compiti e cerca di apportare delle migliorie e delle idee utili a far crescere questo fantastico gruppo di lavoro. C'è un continuo e reciproco feedback sulle attività quotidiane e sulle idee da sviluppare in ottica futura e cerchiamo di non sottovalutare mai nessun aspetto, a partire in primis dal rispetto della persona a finire all'organizzazione della logistica. Tutti elementi che mettono nelle condizioni migliori i nostri calciatori ed i nostri collaboratori di lavorare nella massima serenità.
Tre aggettivi per descrivere questa esperienza casaranese.
Appagante, esaltante, affascinante.
Una stagione ricca di soddisfazioni e importanti vittorie. Qual è stato il momento più bello che porterai con te?
Di momenti belli ne ho vissuti abbastanza, dalla chiamata di Franco Bellante in cui ci ha voluto presentare al Presidente Filograna, rimasi subito colpito dai modi galanti di quest'uomo e dal suo modo di fare molto brillante. Calcisticamente parlando invece non posso tralasciare la bella sensazione di alzare nuovamente una Coppa Italia e la bellissima serata in piazza San Domenico con tantissimi tifosi in festa per la vittoria del campionato.
Quello costruito dal d.s. Gianni Inguscio è stato un Casarano completa in ogni reparto che poteva contare anche su una panchina di tutta rispetto. Tra "vecchie" e nuove conoscenze quale calciatore ti ha impressionato di più.
Calcolando che in questo Casarano ci sono ben 8-9 ragazzi che in passato sono stati con me al Nardò e che non scopro certo oggi, mi limito a sottolineare la grandissima stagione di Antonio De Razza, di Ivan Regner e di Francesco Tamborrino tra i senior. Tra gli under una grandissima impressione me l'ha destata Mino Margagliotti, un ragazzo classe '96 su cui oggi sono puntati gli occhi di varie società professionistiche, ma non posso tralasciare Angelo De Pascalis, Alfredo Verardo, bomber Vincenzo Richella, Simone Cancella, Michele Valentini e Gianluca Della Tommasa. Tutti ragazzi che hanno dimostrato di essere calciatori maturi, con doti e caratteristiche non comuni e già pronti ad affrontare campionati di livello superiore.
Prima di salutarci non poteva mancare un tuo pensiero sulla salvezza del Nardò.
Ho sempre creduto nella salvezza del Nardò e ci ho sperato sempre. Avrei preferito che il raggiungimento di questo risultato fosse arrivato prima possibile, senza passare dalla lotteria dei play-out, se non fosse altro che mi sarei risparmiato due domeniche di tachicardia e di sofferenza interiore. Sono felice per la mia città e soprattutto per lo stupenda tifoseria granata, pazza d'amore per questi colori e che nei momenti di difficoltà vince sempre, tori scatenati!
Annalisa Quaranta















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