NARDO' - La D tornerà presto ad essere la Quarta Serie e le nove vincitrici della prossima edizione avranno accesso nella ristretta cerchia dei club professionistici.
Si avvicina l’«F-day».
Il Foggia oggi saprà se l’operazione «ritorno in C» è stata coronata da successo. I sette ripescaggi in LegaPro daranno la stura ai movimenti concatenati, dalla Serie D all’ultima categoria regionale.
A ruota toccherà al Dipartimento Interregionale. «Se, come pare, tutto andrà secondo le previsioni - dice Luigi Barbiero - saranno sedici le ammesse alla Serie D 2013-2014».
Infatti, alle nove tessere mancanti nel puzzle della massima categoria dei dilettanti, si aggiungeranno le sette salite nell’olimpo professionistico.
«Il ripescaggio seguirà norme precise: si attingerà, alternativamente, alle graduatorie stilate nei giorni scorsi: da una parte le otto retrocesse per aver perso i playout o per non averli disputati a causa di un distacco superiore a 8 punti, dall’altra le otto che hanno perso i playoff di Eccellenza». I bisogni coincidono con i sogni. Una terza graduatoria comprende quattro squadre, tra cui la Libertas Molfetta, ultima: sono quelle che non hanno disputato gli spareggi nazionali: non hanno chance. «Sarà un campionato di grande livello - ne è certo il coordinatore martinese del Dipartimento Interregionale, in pratica il suo “vicesindaco”, se Carlo Tavecchio, presidente della Lega dilettanti, può esserne considerato il sindaco - perché vi saranno come sempre grandi realtà calcistiche, perché anche le piccole hanno livelli di professionalità altissimi, perché si cercano i giovani migliori e in particolar modo perché il prossimo sarà il campionato che prelude alla Grande Riforma della LegaPro, con la creazione di un solo livello. Insomma, la D tornerà ad essere la Quarta Serie e le nove vincitrici della prossima edizione (fra due domeniche scatta la Coppa Italia, per il 1° settembre è previsto l’inizio del campionato, ndr) avranno accesso nella ristretta cerchia dei club professionistici ».
La pervicacia di Leonzio D’Amicis ha premiato. Il Grottaglie resta in D. E non è la prima volta che il ripescaggio immediato favorisce i tarantini. «Premesso che è giusto attendere i responsi ufficiali, l’altra volta c’era una situazione ben diversa: l’Ars et Labor reclamava diritti che a suo parere erano stati lesi. Stavolta, invece, davvero il presidente ci ha creduto e sono state le regole a far sì che il Grottaglie possa aspirare a restare in questa importante vetrina nazionale». Quel che spera anche il Cerignola. Il ricorso affidato all’av vo c at o Eduardo Chiacchio è arrivato in Lega, anche se a Roma ancora non se ne parla.
In punta di diritto non sembra ci siano speranze, ma il ragionamento dell’Audace non appare privo di fondamento: la Fermana ha vinto la Coppa Italia, il club marchigiano non s’è iscritto, si chiami la perdente alla finale di Rieti: il Cerignola. Ninì Flora ha detto che gli piacerebbe un’altra collocazione geografica: Abruzzo, Marche e Lazio sarebbero compagne di giochi ideali per il suo Brindisi. Insomma, il patron biancazzurro preferirebbe evitare i viaggi in Campania. «Non commento. Dò i numeri: dalla Sicilia alla Campania, passando per Calabria, Basilicata e Puglia vi sono 36 squadre iscritte. Tirate voi le conclusioni». Facile: giusto per comporre i gironi H e I.
Insomma, l’avvocato di Martina Franca non lo dice, ma le otto pugliesi (Bisceglie, Brindisi, Manfredonia, Monopoli, Nardò, San Severo, Taranto e, come abbiamo visto con ogni probabilità il Grottaglie) e le tre lucane (Francavilla in Sinni, Matera e Real Metapontino di Montalbano Jonico) dovranno ancora una volta vedersela con le sette sorelle di Campania.















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