NARDO' - In una città che ha sempre vissuto di calcio sembra irreale risvegliarsi il lunedì e porsi solo una domanda: è stato giusto non giocare? Per gli appassionati della Nardò Calcio questa settimana è iniziata proprio in questo modo.
Non ci si è confrontati su risultati, prestazioni e schemi di gioco ma solo sulle porte del Giovanni Paolo II chiuse. Contro il Manfredonia, nella terza giornata del campionato di serie D, il Nardò non si è presentato allo stadio. A calcare l'erbetta solo la formazione di mister Franco Cinque che ha atteso allenandosi i canonici quarantacinque minuti prima del triplice fischio che ha decretato la sua vittoria a tavolino. Per il Nardò si prospetta un altro punto di penalizzazione ed una multa. Ma questo, forse, è l'aspetto che meno interessa. Ciò che preme è capire a quale destino andrà incontro il Toro.
La stagione non è stata mai brillante, dalla lunga telenovela della multinazionale interessata a rilevare la società da Enzo Russo all'iscrizione al campionato di serie D fino ad arrivare alle dimissioni di alcuni dirigenti. Un po' tutti avevano previsto una stagione difficile ma non tragica. E invece dopo due giornate il giocattolo si è rotto: squadra smantellata e tifoseria schierata contro.
Nel caos totale ci sono due punti fermi. I tifosi che continuano a indicare la strada della radiazione e il vice-presidente Sandro Manieri che rimanda tutto a venerdì quando arriveranno i soldi (un milione di euro) e si potrà ripartire con una squadra. Ad oggi sembrerebbe che anche la proprietà, assente anche domenica, abbia assecondato la richiesta del tifo organizzato non schierando alcuna formazione in campo. L'ambiente si divide tra chi avrebbe preferito vedere giocare la juniores pur di rispettare l'impegno del campionato e chi, invece, vede nella radiazione della squadra la fine di incubo e la possibilità di rinascere. Denominatore comune è lo scetticismo.
A voler concedere un'ultima proroga a questa società attendendo venerdì riesce difficile credere che giungerà finalmente la liquidità e che quindi si potrà rimettere in moto la macchina granata.
Nel frattempo la presa di posizione degli ultras granata ha avuto la solidarietà di altre realtà calcistiche, tra cui quella dei "fratelli" martinesi, che proprio domenica pomeriggio hanno esposto nella loro tribuna uno striscione che recitava "Nessuna delusione fermerà la vostra passione. Ultras Nardò non mollate". La concentrazione, ora, è tutta per Venerdì. Riuscirà questa società a riconquistare la credibilità dell'intera piazza?
















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