
NARDO' - Nardò radiato. Arriva anche l'ufficialità della Lega. E' il requiem granata che potrebbe trovare l'accompagnamento nell'omonima opera di Mozart, rimasta incompiuta a causa della morte del maestro. Così il cammino della Nardò Calcio si interrompe alla decima giornata.
La comunicazione del giudice sportivo giunge nel primo pomeriggio di ieri. Il Nardò, con la quarta rinuncia di Grottaglie è stato estromesso dal campionato nazionale di Serie D, girone H. La sconfitta a tavolino per 0-3 e la multa di 8mila euro completano il quadro. Si chiude così un capitolo della tradizione calcistica neretina iniziata nel 1924 e capace di scrivere pagine importanti negli annali della propria storia.
"Tutti i nodi vengono al pettine" ci tramanda la saggezza dei proverbi e così è stato per la società granata. Della preziosa facciata dipinta a dovere dalle parole dei dirigenti portavoce del presidente Makan Diabate, colui che avrebbe dovuto dare inizio ad un nuovo capitolo del calcio granata, resta solo un'impalcatura arrugginita, la stessa degli anni passati. Ribadire ancora una volta le tante bugie che hanno caratterizzato la quotidianità della piazza granata sarebbe indecoroso. Le situazioni incresciose e le umiliazioni hanno avuto anche fin troppo spazio. Come in un domino a partire dallo smantellamento della squadra cadono tutti i tentativi di salvare il toro: dai continui rinvii dei soldi all'impiego della juniores, dall'interessamento dell'imprenditore di Cavallino, Gianluca Fiorentino, all'ultimo salvagente lanciato dalla cordata neritina. Il peso degli sbagli subiti e commessi, dei debiti accumulati e della totale assenza di una seria gestione societaria riesce a schiacciare tutto.
Il Nardò e la sua storia però meritano rispetto come lo meritano i tifosi granata che con coraggio hanno assistito alla fine della propria tradizione calcistica convinti che solo questa morte potrà ridare nuova e migliore linfa. Da oggi, in casa granata, si guarderà al futuro. I tifosi, sempre primi a scendere in campo per il bene della maglia, nella buona e nella cattiva sorte, si sono già attivati in questo senso. In tutti vive la convinzione che questo periodo di astinenza forzato dall'erbetta verde e dagli spalti durerà il tempo necessario per la rinascita. E la storia, quella che un sottile pezzo di carta non potrà di certo cancellare, lo insegna "il toro non muore mai".
















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