PORTO CESAREO - Deturpamento del cordone dunale, danneggiamento, distruzione di bellezze naturali in terreni agricoli di salvaguardia paesaggistica soggetti a vincolo idrogeologico, paesaggistico e di valore “distinguibile” e “rilevante”.

Questi i reati contestati dai militari della Guardia Costiera del dipendente Ufficio Locale Marittimo di Porto Cesareo che hanno svolto una complessa attività di polizia giudiziaria in sinergia con i Carabinieri ed i Vigili Urbani del Comune di Porto Cesareo lungo il litorale marittimo.
In particolare, a seguito di numerosi controlli in località Belvedere del Comune di Porto Cesareo è stato accertato lo sbancamento del cordone dunale con distruzione della flora esistente e la successiva realizzazione di un varco di accesso direttamente al mare.
Le indagini hanno appurato che i malfattori hanno agito mediante l’utilizzo di un attrezzo meccanico gommato e che successivamente hanno accuratamente ricoperto le tracce dello stesso con sabbia e rastrelli.
Le verifiche effettuate hanno comportato, per ora, il sequestro dell’area e la segnalazione del reato contro ignoti all’Autorità Giudiziaria.
Le indagini continuano per assicurare alla giustizia chi, in sprezzo di ogni legge ha deturpato l’ambiente.
La Capitaneria di Porto di Gallipoli assicura tolleranza zero contro questo tipo di comportamento, e rinnova l’invito a quanti siano testimoni di attività illecite perpetrate a danno dell’ambiente marino, in generale, a segnalare tempestivamente telefonicamente al numero 0833266862 eventuale notizia/elemento, che possa essere utile per consentire una più efficace attività di contrasto.
NOTA DI MIMINO ARNESANO (Presidente fondazione Identità e Futuro)
Mi sento male, quando vedo che Porto Cesareo viene ancora accoltellato, sfregiato, violentato nelle sue parti vitali sotto gli occhi (dormienti) di chi lo amministra e dovrebbe proteggerlo. Meritano l’ergastolo tutti quei delinquenti che per favorire il passaggio in spiaggia ai turisti, o per costruirsi una casa abusiva al mare, continuano a sbancare le dune, a distruggere la macchia mediterranea, a mettere fuoco agli ulivi secolari, ad infierire sul corpo già martoriato del mio paese.
Se non si intensifica da subito la vigilanza, se non si inaspriscono le sanzioni, se non si avvia una politica seria di tutela del paesaggio e salvaguardia dell’ambiente, se non si danno segnali forti di legalità, fra vent’anni Porto Cesareo sarà così pieno di cicatrici che non lo riconoscerà più nessuno e, abbandonato a se stesso, andrà inesorabilmente verso la morte economica e sociale.
Mi sento male quando penso che i figli dei miei figli potrebbero non poter correre a piedi nudi sulla sabbia bianca e sottile, a ridosso di un mare cristallino; mi fa male sapere che qualcuno, miope ed egoista, utilizza le ruspe per eliminare i cordoni dunali del mio paese, e questo solo per un pugno di euro.
















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