NARDO' - Portare a scuola la testimonianza viva di una Storia che non chiude mai completamente le porte dietro di sé.
Il Museo della Memoria a scuola: secondo incontro
mercoledì 30 novembre ore 11,00
“I.T.C. Ezio Vanoni”
Portare a scuola la testimonianza viva di una Storia che non chiude mai completamente le porte dietro di sé. È l’obiettivo principale del progetto “La storia siamo noi: la memoria tra letteratura, nuovi media e giornalismo” che dopo l’esordio di mercoledì scorso presso l’I.I.S.S. “Nicola Moccia” incontrerà, domani, gli studenti delle quinte classi del Tecnico Commerciale e per Geometri “Ezio Vanoni” di Nardò. Protagonista dell’incontro sarà ancora il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno e la storia che esso custodisce, ovvero quella dei Campi profughi per Ebrei in un meridione d’Italia appena liberato dagli anglo-americani. Tra il 1943 ed 1947, infatti, il Campo di S. Maria al Bagno, individuato dagli Alleati con il numero 34, ospitò centinaia di Ebrei scampati alla follia nazista, provenienti, dopo il 1945, anche dai campi di concentramento. A Santa Maria al Bagno i profughi trovarono accoglienza, amicizia e la forza d’animo per ricostruire le loro esistenze provate. Amicizie come quella tra il profugo iugoslavo Jakob Ehlrich e il neretino Vittorio Perrone, che hanno resistito nel tempo, fino al nuovo incontro 55 anni dopo la partenza di Jakob, tra i due amici.
Una storia toccante, quella di Vittorio e Jakob, che sarà ampiamente documentata nell’ambito dell’iniziativa La storia siamo noi, grazie all’intervento di Giuseppe Tarantino, corrispondente da Nardò per il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, che curò molti degli articoli apparsi all’epoca dell’incontro tra Vittorio e Jakob. Un incontro che, di fatto, determinò importanti passi avanti nel recupero delle memorie dell’immediato dopoguerra a Nardò. Obiettivo dell’iniziativa è, infatti, raccontare ai ragazzi la Storia di quegli anni difficili, tra il 1943 ed il 1947, attraverso un percorso multimediale e accattivante, che la presenti non più come l’arida pagina di un libro scolastico ma come materia viva, perché legata a personaggi e fatti reali.
Agli studenti infatti la storia verrà presentata anche nell’affascinante veste di trama letteraria, grazie all’intervento dello scrittore neretino Livio Romano, autore, per la casa editrice Fernandel, del libro, “Il mare perché corre” che racconta anche degli Ebrei a Santa Maria al Bagno.
Al giornalista Biagio Valerio, direttore della testata on line “Porta di Mare”, infine, il compito di spiegare ai ragazzi l’importanza dei nuovi media per ricostruire trame storiche composite come quelle del Campo profughi.
Il progetto, che fa parte di un’iniziativa di valorizzazione del Museo delle Memoria intrapresa dall’amministrazione comunale grazie a fondi regionali, mira a valorizzare il polo museale di Santa Maria al Bagno e a diffonderne i valori, anche in azioni non direttamente collegate alle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Il ciclo di incontri con le scuole che, come ha voluto sottolineare il vicesindaco e assessore ai Musei Carlo Falangone, «sarà solo l’inizio di un lungo percorso di collaborazione con le scuole del territorio attorno al grande patrimonio storico del Museo», si concluderà il 7 dicembre, presso il liceo statale “G. Galilei”.















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