NARDO' - Con riferimento alle dichiarazioni del consigliere comunale Totuccio Calabrese che associa alle sue esternazioni un altro consigliere, l'Udc per voce del suo segretario Marcello De Pace fa sapere quanto segue.
L'Udc non ha altra linea se non quella del Partito. Chi non si riconosce su tali posizioni è fuori dal Partito stesso o parla solo a titolo personale. Denotando posizioni irresponsabili nei riguardi dell'impegno profuso e da profondere a favore della nostra collettività. L'Unione di Centro rappresenta, in seno alla coalizione di maggioranza, il primo Partito della nostra città. Stiamo costruendo un Partito che dovrà recitare un ruolo da protagonista, è che sarà aperto a tutti, tenendo però conto di una condizione indispensabile, quella dell'appartenenza. I congressi sono un momento straordinario di partecipazione. E il congresso dell'UDC si è svolto nel pieno rispetto delle regole e con l'obiettivo dichiarato, non solo di rinnovare il partito, ma con la precisa volontà di costruire un "partito serio", in grado di dialogare con tutte le forze sane e le categorie economiche della nostra comunità, e capace di dare il suo contributo fattivo al cambiamento. Affermare il contrario significa denigrare non solo i vertici locali dell'UDC ma anche la segreteria Provinciale e Nazionale.
Il partito è il luogo del confronto, il luogo in cui si accoglie anche chi per ragioni più o meno lunghe o momentanee si era allontanato, ma che pure in passato ha ricoperto ruoli rilevanti, e che oggi, convintamente, ritorna nella casa madre.
L'Udc ricorda al consigliere Calabrese è partito aperto, pronto alla discussione ed esprime un bisogno di partecipazione e rappresentanza politica che, a volte, fa fatica a farsi largo nelle strutture sclerotizzate della politica della nostra città, bloccata da poteri autoreferenziali la cui unica logica è spesso "il potere per il potere". Ma il modo di fare
politica del passato, non ci interessa affatto. Così come i beceri personalismi. Il partito ha eletto, attraverso un Congresso aperto, il suo segretario, il suo presidente e gli
organi collegiali. E non vale molto né lo sterile dileggio, né tantomeno l'insofferenza e la reazione decisamente fuori misura e scomposta.
Se il consigliere Calabrese avesse voluto proporre una sua lista, così come ho fatto io, sarebbe stato senz'altro libero di farlo. Sarebbe stata un'occasione utile per misurarsi sul terreno del confronto e delle idee. A proposito di quel coinvolgimento che dice essergli stato negato. Quanto ai debiti fuori bilancio, se il consigliere Calabrese avesse preso parte a tutte le riunioni del Partito si sarebbe reso conto che l'UDC ha chiesto, in maniera netta, trasparenza, e l'accertamento delle responsabilità. Oltre al ridisegno della macchina amministrativa e all'attivazione di tutto un sistema di controlli interni che definisca meglio ruoli, responsabilità, produttività ed anche eventuali incentivazioni.
Lo ha chiesto il nostro Partito senza ambiguità, senza personalismi, e sempre nel rispetto di prerogative e ruoli. Noi guardiamo al presente per il futuro.
L'UDC di Nardò è in piena sintonia con i vertici provinciali e nazionali e ribadisce che chi non si riconosce nella linea politica della segreteria è fuori dal Partito. Tanto per il suo bene e per la Pace di chi nel Partito continua a riconoscersi.















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