NARDO' - Ospedale di Nardò, centro di procreazione con annessi e connessi: l'intervento della Cisl.
Dopo le ultime grottesche vicende legate alla difficile gestazione e al “sofferto parto” del Centro di Procreazione Assistita, promesso, concesso e poi bloccato nell’ospedale neretino, a parziale riconoscimento del suo vergognoso declassamento, la Cisl di Nardò è fermamente convinta che sia arrivato il momento di fare chiarezza, cercando, individuando, (rectius, stanando) quanti in seno alle Istituzioni a tutti i livelli, ma soprattuto a livello regionale, si prodigano senza sosta, con diabolico e sistematico accanimento per impedire che alla nostra Città venga negata ogni opportunità di crescita e di sviluppo.
Negli ultimi anni, infatti, contro la Comunità neretina, colpevole non si sa di quali misfatti, si è scatenato un fuoco incrociato, un’autentica crociata punitiva che l’ha privata di Enti e Strutture che le garantivano visibilità e lustro con una conseguente, naturale ricaduta sul piano economico ed occupazionale.
Di contro alla nostra Città sono stati imposti notevoli sacrifici sul piano socio-economico, ambientale ed igienico-sanitario (discarica di Castellino, condotta sottomarina per lo scarico di liquami nel mare di Torre Inserraglio...) a vantaggio di paesi limitrofi e di un un vasto territorio che va ben oltre i confini del feudo neretino.
Ai danni della Città si continua imperterriti ad ordire ed ardire oltre i limiti di ogni umana decenza, forse nella convinzione che, comunque e dovunque, non ci sarà alcuna reazione da parte dei responsabili del governo cittadino e dei rappresentanti delle varie forze politiche locali, per i quali diventano sempre più numerose le accuse di essere sempre meno sensibili e meno vicini ai problemi dei cittadini.
Nel rispetto dei più elementari principi di democrazia a nessun potere politico, neppure ai massimi livelli, dovrebbe essere consentito di assumere impegni, garantire sostegni, approvare progetti, decidere interventi senza che la comunità interessata venga informata sugli eventuali, relativi pericoli derivanti dagli stessi.
Va riconosciuto,pertanto, al Centro Studi “ Don Milani “ed alle Associazioni ambientaliste, il merito per una informazione puntuale e corretta su quanto accaduto e sui rischi ambientali.
È, inoltre, addirittura allucinante che ad allertare i cittadini di Nardò su oscure manovre mirate a negare loro quanto già promesso, programmato e disposto dal governo regionale per il CENTRO MEDICO DI PROCREAZIONE ASSISTITA e ad evidenziare le inevitabili gravi conseguenze per la loro economia e per la loro salute , non siano stati i legittimi, naturali tutori dei loro diritti, ovvero i responsabili della politica cittadina, ma rappresentanti politici più sensibili, anche se estranei agli interessi specifici della comunità neretina. Il riferimento è alla senatrice Adriana Poli Bortone ed al Consigliere della Regione Puglia Antonio Buccoliero ai quali la CISL di Nardo’ rivolge il suo ringraziamento per la sensibilità espressa a valle dell’impegno e della disponibilità del Direttore Generale dell’ASL di Lecce nell’accogliere proposte e sollecitazioni anche da parte del Sindacato.
E’ auspicabile che, per quanto attiene il Centro di PMA, l’atteggiamento di qualche burocrate regionale sia oggetto di ampia discussione in Consiglio Comunale con decisioni che non lascino adito ad interpetrazioni circa la volonta’ dei cittadini di Nardò di censurare in tutti i modi possibili chi dentro e fuori le Istituzioni, a qualsiasi livello, è convinto di poter operare impunemente contro di loro.
La tenacia e la determinazione del Comitato “ Spes Civium” per la difesa del nostro Ospedale, dovrebbe risvegliare le coscienze e spingere verso un forte e crescente sostegno oltre ad una grande solidarietà nei confronti dei cittadini e dei professionisti che con molti sacrifici stanno sostenendo una lotta impari anche per la denunciata latitanza delle forze politiche e delle Istituzioni per la quale la CISL di Nardò chiede una risposta politica chiara ed inequivocabile.
Al Comitato dovrà essere riconsciuto il merito di aver indicato ai cittadini le strade percorribili per lottare e difendersi in modo civile e democratico contro burocrati e politici nell’esclusivo interesse della Città.
Sarebbe auspicabile che il ricordo delle ultime umiliazioni e dei recenti oltraggi ai loro diritti rimangano scolpite nella memoria dei cittadini di Nardò, favorendo in futuro scelte politiche più consapevoli e più coraggiose, perché quelle adottate hanno evidenziato lacune incolmabili sul piano sociale.
Fernando Fiorito















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