NARDO' - Se la notizia non fosse vera e certificata ci verrebbe da non crederci. L'ha pubblicata, con dovizia di particolari, la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi. Ne riportiamo alcuni stralci significativi.
Piove sul bagnato per la squadra granata che subisce un altro oltraggio.
Non c'è davvero pace per il Toro che è coriaceo ma, alla lunga e se continua così, finisce matato: domenica pomeriggio è sparito misteriosamente anche l'incasso della partita contro il Brindisi, quello che sarebbe dovuto servire per effettuare i rimborsi ai calciatori che stanno affrontando la coda del campionato con abnegazione e tanto attaccamento alla maglia.
Ieri due dirigenti della squadra si sono recati in commissariato per sporgere formale denuncia: all'appello mancano ben 2500 euro, soldo più e soldo meno. Si tratta di tutto l'incasso proveniente dal botteghino dei locali, cioè la stragrande maggioranza dei paganti di domenica: prima beffa, si tratta proprio i supporter granata che tanto hanno creduto in questo progetto di salvezza del Toro fidando solo su una formula virtuosa di autotassazione.
La seconda beffa fa ancora più male: a gestire il filo diretto tra i paganti e la squadra – sempre nell'ottica di questa forma di autogestione – sarebbe dovuto essere un tifoso tra i più fedeli alla maglia e vicino al comitato, spontaneo ma organizzato, che si è assunto l'onere di traghettare il Nardò in questa fase difficilissima di interregno, durante la quale non esiste una presidenza attiva ma solo un gruppo di dirigenti “superstiti” e il tifo organizzato due volte, sugli spalti e in comitato.
Ecco i particolari: terminata la partita un delegato del comitato si è recato nei botteghini per prelevare le matrici dei biglietti e le cassette con l'incasso. Dopo un riscontro della corrispondenza parte di quel denaro sarebbe potuto servire per ripagare i calciatori delle tante spese affrontate in queste settimane di lunghe trasferte: la squadra non ha più alcuna copertura economica dopo il disimpegno del presidente Enzo Russo e sopravvive grazie a sponsor dell'ultimo minuto, di un sostegno da parte dell'Amministrazione comunale che assicura la copertura di alcuni costi vivi e, appunto, degli incassi delle sfide casalinghe.
Ma l'uomo con il denaro non è mai giunto nelle stanze della segreteria della squadra: scortato dalla polizia nel breve tragitto tra i botteghini e gli uffici, poi si è come volatilizzato e non ha consegnato il denaro né ha dato alcuna notizia di sé nelle successive 36 ore.
Telefoni spenti, irreperibilità in generale. Tutto potrebbe essergli successo, tanto che i dirigenti granata – per altro pressati dall'ambiente - non hanno avuto alternative se non andare in commissariato per sporgere denuncia.















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