SQUINZANO - La tomba, sette mesi dopo la morte della donna, viene profanata da ignoti che non si fanno scrupoli e strappano alla defunta la collana d'oro. Non se la sentono, invece, di prendere orecchini e anello. La macabra scoperta nel cimitero di Squinzano dove ci si accorge del singolare furto a causa del persistente odore che si avverte nei pressi della cappella.
Nel mirino di delinquenti senza scrupoli è finito il loculo di Filomena Casilli, deceduta sette mesi fa, esattamente il 27 agosto del 2011, a 77 anni. Era sepolta nella confraternita di San Vincenzo. E proprio lì, ignoti, si sono introdotti nella notte tra domenica e lunedì. Hanno divelto la lapide in marmo della signora Casilli e tirato fuori la bara.
Armati probabilmente di martello e scalpello hanno praticato un buco nel legno e spaccato il coperchio della bara. I malviventi, stando alle indiscrezioni, sarebbero andati a colpo sicuro. A quanto pare, infatti, in città era ben nota la volontà di Filomena Casilli di essere sepolta insieme ai suoi gioielli più cari, un vezzo terreno che le sarebbe stato proprio fino alla fine.
La defunta, in punto di morte, avrebbe indossato una parure in oro composta da collana, orecchini ed anello. Un’informazione “preziosa”, per chi è senza scrupoli, che però, a quanto pare, ha avuto un cedimento. I profanatori non hanno avuto il coraggio di sfilare l’anello e gli orecchini dal corpo ormai decomposto. Si sono limitati a strappare dal collo della defunta solo la collana in oro.
Ieri mattina, si diceva, il custode del cimitero all’apertura quotidiana e al regolare giro di perlustrazione ha fatto la macabra scoperta. A destare i primi sospetti del custode pare sia stato il fortissimo odore proveniente dalla confraternita di San Vincenzo. Poi, una volta dentro, l’inquietante scena. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione i quali stanno indagando sull’accaduto senza trascurare alcuna ipotesi. Il luogo della profanazione è stato poi ripulito perché il cimitero, nel pomeriggio, è rimasto aperto normalmente al pubblico. Ai parenti della defunta - che però pare vivesse senza affetti - il compito di provvedere alla nuova tumulazione del corpo.















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