NARDO'/TERRE EMERSE - Arrivano all’Osservatorio sulla città di Nardò, delle richieste di chiarimento per spiegare meglio cosa intende quando parla di ECOLOGIA DELLA BELLEZZA ed ECONOMIA DELLA CONOSCENZA.
Allora, cerco di essere più pratico facendo un esempio che, più o meno, abbiamo vissuto tutti.
Quando ci si sposta in località sciistiche e ci si sta apprestando a scegliere la zona da scoprire, la prima cosa che facciamo è comprare una cartina del luogo, cercando di scegliere quella che comprende il colore della pista che più si addice al nostro grado preparazione atletica. Per lo sci i colori sono blu rosso e nero. Indicano il grado di difficoltà della discesa. Notiamo che le piste da sci di diverso colore, talvolta si incrociano a seconda della diversa direzione e pendenza. Le piste nere sono quelle che seguono “la linea di massima pendenza”, la rossa e poi la blu, allargano man mano il loro zig-zagare, intorno alle nere, naturalmente per diminuire la pendenza in relazione al grado di difficoltà e velocità di discesa.
Cambiamo livello geografico e dimensionale di comunicazione, ma adattiamo lo schema al nostro “pianeggiante” territorio. Immaginiamo che, i diversi colori, comprendano indirizzi specifici di approccio al paesaggio.
Un esempio? Allora proviamo:
Percorso giallo (colore della pietra leccese o carparo, quindi centro storico con monumenti, chiese, ville eclettiche, palazzi signorili con giardini interni, torri costiere, ecc…)
Percorso blu (colore del mare, quindi linea di costa, porticcioli, localizzazione delle sorgenti ecc…)
Percorso rosso (colore della terra o sottosuolo quindi emergenze archeologiche, ipogee, rurali ecc…)
Percorso arancione (colore dei frutti, tradizioni, agricoltura prodotti tipici ecc…)
Percorso verde (colore della natura, emergenze naturalistiche, quindi piante, fiori, ecc…)
Come succede per le piste di sci, anche questi percorsi, si potrebbero in parte, intersecare, magari presso luoghi di sosta dove cittadini, osservatori, esperti, curiosi e turisti si scambierebbero materiale informativo e con comodo assaggiare prodotti locali e raccontarsi le esperienze vissute sul territorio (presso masserie o ville adattate al caso, ma funzionanti tutto l’anno). Queste è quella che ritengo la strategia per alimentare l’ ECOLOGIA DELLA BELLEZZA e l’ ECONOMIA DELLA CONOSCENZA.
RISULTATATI PER L’OCCUPAZIONE - Occorrerebbero giovani professionisti (traduttori di lingue straniere, guardie ambientali, autisti, geologi, agronomi, architetti, aiutanti di supporto e guide turistiche, baristi, falegnami, fabbri, ecc… per preparare questo piano di azione di sviluppo per il nostro territorio. Occorrerebbero molte figure aggiornate ad attuare questa strategia di rivitalizzazione. Pensate che sia molto complicato in pieno 2012 studiare mappe e circuiti di questo genere con potenzialità territoriali già pronte da secoli? Basta solo relazionarle fra loro con competenza ordine e regole chiare.
Come vedete qui non si tratta di “primogenitura” delle idee, altrimenti l’ Osservatorio sulla città di Nardò, avrebbe già attuato molte di queste iniziative visto che da molto tempo cerca di alimentare discussioni intorno al metodo di sviluppo di questa zona secondo semplici e pratici programmi. Ma si tratta di una conferma della cecità gestionale della cosa pubblica che, a quanto pare, non vuol vedere, non vuol agire, non vuol comunicare. Abdica palesemente alla propria opera di crescita e della costruzione ragionata della possibile città futura. Nardò è sempre in attesa di una forza che arrivi da gruppi coesi e non da singoli individui o capipopolo lontani o indipendenti dalla vita della città.
Occorre dunque creare un nuovo immaginario. Ma un nuovo immaginario, non può arrivare da chi, fin adesso, ha pensato evidentemente a tutt’altro. Il paese infatti nella sua situazione odierna (come ho sempre detto) è il risultato, e quindi la verifica pratica, della gestione attuata in 15-20 anni.
Necessita allora un forte impegno da parte di chi, ora, assume cariche, politiche ed istituzionali a vari livelli, per indirizzare il loro lavoro verso l’intercettazione di tutti quei finanziamenti utili a progettare il futuro, sapendolo condividere (questa è la verifica della riuscita del programma) con tutta la città.
Osservatorio sulla città di Nardò















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