NARDO' - E' ancora possibile vedersi restituita l'Iva sulla bolletta dei rifiuti versata negli ultimi 10 anni.
La sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 3756, depositata il 9 marzo 2012, infatti, contrasta con la circolare del Dipartimento delle Politiche Fiscali. Nel 2010, il Dipartimento aveva stabilito la continuità tra la vecchia TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) e la nuova TIA (stavolta trasformata in Tariffa Integrata Ambientale), che il Governo ha classificato come "prestazione di servizio" su cui è dovuta l'IVA.
Questo, per "porre rimedio" a una sentenza della Corte Costituzionale del Luglio del 2009 che stabiliva che la TIA, nonostante sia definita Tariffa di Igiene Ambientale, è una tassa e non una tariffa, per cui sulla stessa non è applicabile l'IVA. Il governo, insomma, ha reso legittima la richiesta dell'Iva sulla Tia.
L'escamotage messo in campo dal Governo e finalizzato a far pagare l'IVA sui rifiuti ai cittadini, però, non è applicabile in quanto della nuova forma di Tariffa Integrata Ambientale manca il relativo Regolamento Attuativo. A questo punto resta in vigore la vecchia TIA.
Quindi, stabilito ancora una volta che la TIA è un tributo e non un servizio, e che pertanto l'IVA (in questo caso il 10%), non va pagata, i cittadini possono chiedere il rimborso della stessa per gli anni in cui l'hanno indebitamente versata (una famiglia, che ad esempio, ha dovuto pagare 300 euro di bolletta sui rifiuti, può chiedere la restituzione di 30 euro, somma corrispondente al 10% di IVA, cifra che va moltiplicata per gli anni in cui ha versato la TIA).
"In un momento economico tanto difficile per le famiglie, in un'epoca in cui i governi (nazionale, regionale e comunale) tartassano ulteriormente i cittadini, il recupero di tasse ingiustamente pagate è per noi una priorità. La gente ha bisogno d'essere informata e conoscere per rivendicare i propri diritti. ".
Attenzione però, il rimborso non è "automatico".
Tutt'altro. Infatti, paradossalmente, nonostante le autorevoli "espressioni giuridiche" sulla questione, l'utente dovrà presentare (secondo alcuni entro il prossimo 30 Marzo anche se sono in molti a sostenere che tale scadenza non sia perentoria), specifica richiesta di rimborso. Molti tra commercialisti, patronati sono dotati dell'apposita modulistica.
Pippi Mellone e Mino Natalizio















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