NARDO' - "Nonostante gli atteggiamenti di sgomento e d’ipocrita sorpresa, non arriva certo inaspettato il rifiuto del Collegio dei Revisori dei Conti a certificare il “miracoloso” rispetto del stabilità" dice la consigliera comunale indipendente.
D'altronde le motivazioni dei te professionisti erano già state ampiamente enunciate in ogni loro parere propedeutico alle variazioni di bilancio ed infine nell'assestamento di novembre.
Il Collegio, infatti, in ogni suo documento, aveva dichiarato in maniera inequivocabile che i debiti fuori bilancio devono essere riconosciuti entro il 32/09 di ogni anno, o al limite, (ad essere davvero molto comprensivi) entro il 31/12. D'altronde è lo stesso TUEL a dettarne le tempistiche.
Ed anche a voler essere indulgenti ed accettare con pacata rassegnazione la solita "tiritera" sull'insediamento del sindaco avvenuto solo a giugno e sull'instancabile lavoro di controllo e valutazione dei Debiti della Commissione bilancio, non si può certo dar torto a chi da sempre ha sostenuto che i debiti fuori bilancio vanno quanto meno presi in considerazione prima della fine dell'anno.
Infatti, se non ci fossero né leggi né tempistiche da rispettare, non si comprenderebbe per quale motivo i debiti non possano essere presi in considerazione l'anno successivo e perché no, con molta calma, magari negli anni successivi ancora. Comunque, lasciando da parte le varie e complicate disquisizioni che si potrebbero fare su tutti quei calcoli che portano il patto di stabilità ad essere a volte rispettato e a volte no, l'unica certezza resta il dovere che ha ogni consigliere di vigilare sulla gestione del denaro pubblico. Fare in modo cioè che tale gestione sia la più corretta e trasparente possibile.
Di certo a me non sembra che rimandare la discussione dei debiti, prostrarli al futuro, rientri in una gestione normale ed oculata, soprattutto se questo modo di fare "approssimativo" serve a proteggere chi, con leggerezza o altro, ha assunto decisioni autonome sull'utilizzo del nostro denaro, decisioni cioè non precedute da formali autorizzazioni, oppure ha ritenuto di non presentarsi in giudizio lasciando nel cassetto innumerevoli richieste dei cittadini, richieste divenute fonti di guadagno per alcuni e motivo di indebitamente e quindi impoverimento per le casse comunali.
Ma queste valutazioni sono certamente note alla maggioranza che ha dovuto decidere su varie situazioni di questo tipo...
Ed alla fine, tutti i debiti fuori bilancio considerati, pochi, molto pochi rispetto a quelli dichiarati da tutti i dirigenti nel settembre 2011 sono stati considerati debiti dl Comune di Nardò!
Sarà certamente la Corte dei Conti a stabilire se effettivamente tali passività debbano gravare in toto sulle tasche dei cittadini e non anche dei vari consiglieri comunali, che , con spavalderia alcuni, e con timidezza e poca convinzione altri, gli hanno approvati. Ma il compito di un consigliere diligente resta comunque quello di vigilare sulla correttezza del procedere.
Ritengo che il Collegio abbia rilevato uno dei tanti comportamenti di "malagestione" di questa amministrazione e mi auguro ed auguro a tutti i cittadini che svolga il suo ruolo fino in fondo, anche in sede di conto consuntivo, portando nelle opportune sedi le dovute denunce.
Antonella Bruno















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