NARDO' - Una lettera di Serena Marchese.
Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom.
Effetto trapano nel cervello. Dieci minuti e poi di nuovo.
Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom.
Ancora.
Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom.
Dopo un po’ il timpano è perforato, ho perso il conto di quante volte è passato quest’imbecille a motore e ho coniato almeno dieci nuove e coloritissime imprecazioni.
Vado a prendere la macchina che ho accuratamente incastrato a ridosso di alcune del tutto random strisce gialle. Random perché non c’è nessun cartello (con relativa ordinanza) che indichi se si tratta di un parcheggio per i disabili, di una zona adibita allo scarico merci, o semplicemente sia la creazione di qualche vecchietto arteriosclerotico che si incavola se qualcuno parcheggia entro tre metri da casa sua.
Ci penso per tre secondi, poi metto in moto e vado via. Scanso il primo idiota che non si ferma allo stop e mi taglia la strada come un fulmine. Sterzo che nemmeno al rally per evitare il solito idiota col motorino che se potesse mi passerebbe sul tettuccio (e non sono sicura che prima o poi non ci proveranno). Sono costretta a invadere l’altra corsia perché un altro genio che a scuola guida s’è perso le lezioni sui parcheggi, ha lasciato la macchina così come deve avere il cervello: una cacca.
Saranno le radiazioni del telefonino. Su dieci macchine che incrocio, sette guidatori sono al telefono. La cintura ce l’avranno in due.
Arrivo quasi a casa, davanti al solito semaforo, la solita fila di auto parcheggiate in divieto. Già la logica e il codice della strada imporrebbero di non fermarsi lì, gli hanno pure messo un cartello gigante a prova di idiota, ma niente. Passo facendogli il pelo, se non fosse che rovinerei la mia, gli lascerei un bel bozzo su quella fiancata in divieto di sosta.
Posso finalmente fermarmi, ed è l’ora dell’uscita da scuola. Ecco che ricominciano le orde di Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom Vrrrrrrrrrrrrrrrrrooooooooooooooooooooooooom. Ce ne fosse uno che non c’ha la marmitta strana.
In tutto questo, non un solo vigile urbano. Sicché, a me viene spontaneo, a questo punto, interpellare direttamente il dirigente.
Comandante Tarantino, dove sono i vigili urbani?
Posso immaginare, con tutta la buona fede possibile, che anche il corpo della polizia municipale di Nardò, come avviene in molti altri posti d’Italia, sia sotto organico, ma è mai possibile che non vi sia una organizzazione dei turni tale da garantire comunque il minimo indispensabile per rendere questo paese quantomeno civile? Se il problema è quello di un organico insufficiente, si è valutata l’ipotesi, assieme al sindaco ed ai dirigenti dei settori interessati, di reperire i fondi per assumere nuovi vigili, degli ausiliari del traffico?
È mai possibile che almeno nelle zone più centrali e frequentate del paese non vi siano agenti a dirigere il traffico arrivato ormai a livelli barbari, elevare contravvenzioni a tutti gli incivili che non rispettano segnaletica e codice della strada, sanzionare gli abusi e mettere in riga tutti i teppistelli impuniti su due o quattro ruote che rendono Nardò una cittadina da far west?
È adeguato alle esigenze del paese organizzare un posto di blocco di tanto in tanto, così, giusto per pescare qualche pesciolino distratto? O sarebbe più fruttuoso effettuare controlli costanti, con agenti di pattuglia, magari a piedi nelle zone di maggior traffico e nelle quali si commettono la maggior parte delle infrazioni, fino a far penetrare pure nelle teste più coriacee l’idea che Nardò non è abbandonata da Dio e dagli uomini e fargli passare la voglia di fare i galletti?
Ed ancora, sappiamo tutti bene che in passato, qualche agente più solerte è stato vittima di spregevoli atti di violenza e viltà. Mi può sembrare umanamente comprensibile che la paura di ritorsioni abbia fatto sì che si decidesse per una linea più morbida, ma si è deciso nel frattempo anche di studiare una strategia in accordo con le altre forze dell’ordine che operano in città, di modo che nessuno si senta minacciato e preda di ogni mafiosetto prepotente senza possibilità di opporsi?
Le mie domande da cittadina, comandante Tarantino, sono queste e sono le stesse domande che si fanno molti altri neretini. Non c’è volontà polemica, ma piena volontà di capire quali sono le difficoltà e trovare delle soluzioni, altrimenti Nardò sarà sempre più terra di nessuno. E credo che questo non lo vogliamo né io, né lei, né tutti gli altri neretini civili che in questa città bruta cercano di restare a galla senza farsi fagocitare dagli squali della barbarie.















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