NARDO' - Ancora furti in abitazione, questa volta nella centrale via Foggia, e ancora dopo un funerale.
Lo sciame continua e diventa un fatto inquietante perché pare vacillare, a questo punto, l'ipotesi dei delinquenti extracomunitari di passaggio. A meno che non si tratti di episodi di emulazione.
Nella giornata di sabato, infatti, è stato registrato un furto contemporaneo in due abitazioni in via Foggia, una strada molto centrale per essere di collegamento tra via XXV luglio e il cosiddetto quartiere residenziale che è stato al centro delle cronache, nei mesi scorsi, per una raffica di episodi di questo genere. Nel caso registrato sabato sono state due le abitazioni “visitate” dai ladri: una al pianterreno e l'altra al primo piano dello stesso edificio, praticamente a pochi metri dai campi sportivi di via Kennedy.
La tecnica e le modalità sono state identiche a quelle dei giorni scorsi in via Gallipoli (dove i ladri sono entrati in tre villini temporaneamente disabitati perché si celebravano i funerali di una dei proprietari) e in via Aldo Moro, presso la sede degli Avvocati dei consumatori.
Uno dei derubati dell'episodio di sabato, inoltre, è parente di un uomo deceduto nei giorni scorsi e i cui funerali sono stati celebrati in via Fiume (una parallela di via Foggia) proprio nel pomeriggio dopo il quale è avvenuto il furto. La refurtiva, in via di quantificazione, consiste in due orologi d'oro e altri piccoli oggetti di valore. A questo punto è naturale ipotizzare che una “banda” organizzata tenga d'occhio le famiglie che subiscono un lutto per poterle depredare nel momento in cui sono maggiormente indifese: quello del funerale.
Nel caso specifico il funerale è stato celebrato nel pomeriggio di sabato mentre le abitazioni sono state “visitate” nella notte tra sabato e domenica, cioè con i proprietari assenti perché avevano deciso di trascorrere il fine settimana nella casa di campagna. Al ritorno in città la triste scoperta. A questo punto diventa altamente probabile che i delinquenti si intrufolino tra i parenti, durante le visite di lutto e i funerali, per studiare e apprendere le abitudini delle famiglie e dei parenti per poi colpire indisturbati. Una modalità inedita che, proprio per la freddezza con cui viene eseguita durante la partecipazione al dolore altrui, appare ancora più odiosa.
Andrea Zacà















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