NARDO' - Un lavoratore extracomunitario con la testa spaccata finisce in prognosi riservata al Vito Fazzi di Lecce.
Tutto si è verificato in contrada Arene – Serrazze, a poche centinaia di metri dal campo della masseria Boncuri, in quella zona che è meno evidente agli osservatori esterni ma che nasconde decine e decine di operai, quasi tutti africani, che trovano riparo nei casolari di campagna e in rifugi di fortuna soprattutto nei periodi in cui il campo non è ancora attivo. L'area, fino a qualche tempo fa, era punteggiata da piccoli edifici rurali che sono stati progressivamente abbattuti dai proprietari perché pericolanti e, con questa azione, i padroni dei fondi hanno voluto evitare di essere responsabili di eventuali danni agli “ospiti” stagionali. In alcune casupole hanno dormito anche in venti persone.
Ieri notte, si diceva, l'allarme è scattato in una zona internata rispetto alla bretella della 101. Immediato l'intervento della pattuglia del locale commissariato che ha trovato una situazione equivoca: un uomo che apparentemente era caduto da solo e presentava profonde ferite alla testa. L'ipotesi di un incidente ha retto poco perché sarebbe apparso evidente agli investigatori che si sia trattato di una rissa o di un litigio finito male. L'uomo è stato ricoverato nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce in prognosi riservata mentre continuano le indagini, tra mille difficoltà, perché non è facile trovare la collaborazione in una situazione di questo genere. Già in passato ci sono state – e pare pure fisiologico – risse con accoltellamenti sin dai tempi in cui gli operai addetti alla raccolta delle angurie stazionavano in via XX Settembre, tra il liceo, il consorzio dell'Arneo e il distributore di benzina. Pochi anni fa un uomo di colore venne addirittura colpito con una pietra al capo scagliata da un'auto in corsa e rimase esanime sulla “bretella”. Si gridò all'intolleranza ma la verità è che le condizioni di continuo disagio in cui si trovano queste persone portano a conflitti anche tra gruppi di etnia diversa.















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