NARDO'/COPERTINO/GALATINA - Vendola dimentica del tutto il NaGaCo, l'ospedale unico tra Nardò, Galatina e Copertino auspicato da Pietro Caprio anni fa e promette un mega-ospedale nel sud Salento dove sono, attualmente, attivi gli ospedali di Tricase, Casarano, Poggiardo e, se vogliamo, anche Gallipoli. In sostanza della previsione del 2008 che prevedeva il Nagaco e anche l'ospedale unico tra Maglie, Poggiardo e Scorrano sarà realizzato solo quest'ultimo. “Cinque ospedali di dimensioni medio-grandi, dai 350 ai 700 posti letto - dice Vendola - al servizio di bacini di utenza molto larghi, sono la risposta più evoluta e moderna al bisogno di superare la concezione di una rete ospedaliera traballante, precaria e obsoleta”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola presentando questa mattina in conferenza stampa, insieme agli Assessori Ettore Attolini e Fabiano Amati (ne riferiamo in altra Agenzia) la programmazione della nuova rete ospedaliera, che vedrà la costruzione di cinque grandi ospedali di ultima generazione che sorgeranno nel territorio della Bat, del Nord Barese, lungo la direttrice Bari- Brindisi, a Taranto e nel Sud Salento, per un finanziamento complessivo di 522 milioni di euro.
“In tutte le città – ha continuato Vendola – noi dobbiamo continuare a implementare la rete dei servizi socio-assistenziali territoriali. I vecchi piccoli ospedali si stanno trasformando in contenitori di servizi nei confronti dei cittadini, in luoghi utili per diventare case della salute, in poliambulatori e consultori. Oggi, invece, presentiamo con un finanziamento previsto di 522 milioni di euro cinque nuovi ospedali, che insieme all’ospedale della Murgia e insieme a tutte le strutture che stanno sorgendo da una importante attività, che è anche attività edilizia, definiscono una rete ospedaliera evoluta, moderna e di grande qualità”.
Secondo Vendola, “negli ospedali il cittadino deve trovare tutte le risposte: quelle tecnologicamente più avanzate e quelle specialisticamente all’avanguardia. Nel territorio bisogna trovare tutti i ganci per non essere abbandonati di fronte a domande di salute che soltanto in maniera inappropriata finiscono negli ospedali, producendo inappropriatezza delle cure e, soprattutto, una lievitazione della spesa sanitaria”.
“Stiamo governando con grande responsabilità – ha concluso Vendola – un momento di passaggio che ha, in tutta evidenza, effetti traumatici sulle comunità e sulla psicologia collettiva, rendendo credibile il tema della riconversione. Il risparmio senza riconversione è austerity e, giustamente, la gente si ribella. Il risparmio come effetto della riqualificazione, riconversione e reingegnerizzazione della rete ospedaliera è un’altra cosa”.















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