NARDO' - Risparmiare si può. Basta solo volerlo. L'Amministrazione comunale di Nardò guarda con attenzione all'efficientamento energetico e proverà, nei prossimi giorni, a ridurre la spesa relativa ai costi della pubblica illuminazione. Non tutto però fila liscio.
I principali ostacoli, come spesso ultimamente accade, si trovano all'interno della grande coalizione che governa la città. Le cifre, del resto, impongono grande attenzione: nella relazione tecnica del settore "Lavori Pubblici", la base d'asta parte da 13milioni di euro.
Il primo stop è arrivato in occasione dell'ultimo consiglio comunale. La deliberazione è stata cancellata dall'elenco dei punti all'ordine del giorno. Un pessimo segnale perché se una proposta viene bocciata in consiglio comunale risulta evidente che la maggioranza non esiste più, almeno su questo genere di argomenti. Si tratterebbe di una piccola ma pericolosa frattura politica. La delicata questione, è bene chiarire, è stata affrontata e votata positivamente in due riunioni di maggioranza ed ha passato il vaglio positivo di una commissione lavori pubblici monotematica, che ha visto la maggioranza ufficialmente votarla all'unanimità e la minoranza dichiarare un'astensione tecnica nonostante il plauso dichiarato a voce. Il pilastro della nuova concessione del servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione riguarda la possibilità di un risparmio di oltre 200mila euro l'anno per l'Amministrazione comunale. Una cifra da moltiplicare per vent'anni. Ma è proprio la durata del contratto a far riflettere alcune componenti della maggioranza. Alcuni consiglieri dell'Udc e della lista Partecipa non sarebbero così convinti come altre forze di governo. Udc e Partecipa sono stati sensibili nel bocciare questo argomento ma senza, in apparenza, proporre un'alternativa. E senza una alternativa al progetto proposto si corre il rischio di continuare con la stagione degli sprechi così stigmatizzata proprio da Udc e Partecipa.
Nelle migliori ipotesi, o almeno nelle intenzioni dei promotori, la nuova concessione consentirà di apportare all'impianto esistente vetusto ed inefficiente delle migliorie tecnologiche tali da avviare Nardò nel sentiero delle "Smart City", ovvero città di medie dimensioni capaci di coniugare città sostenibili e competitività. Dal 2011 anche l'Europa ha previsto investimenti in circa 11 miliardi di euro nei prossimi dieci anni per il progetto comunitario che incentiva le comunità "intelligenti".
Riusciranno le "anime critiche", schierate nella maggioranza di governo, a sciogliere le loro riserve e soprattutto a proporre eventuali alternative valide?
Annalisa Quaranta















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