NARDO' - Nel Medioevo esisteva una consuetudine molto particolare. Oggi, quella consuetudine possiamo riconoscerla come molto ‘pratica’ e anche ‘utile’.
Infatti sulla sommità delle cattedrali gotiche, da poco costruite, quindi immaginiamo la loro splendente bellezza, fra la selva dei possenti archi rampanti, in particolare sulle meravigliose e svariate guglie, si appollaiavano centinai di corvi.
Come ogni buona legge naturale, i volatili si disponevano in maniera regolare, ognuno sulla sua nuova casa. Nidificavano e i loro escrementi colavano proprio dai visibili e alti pinnacoli tracciando linee oltraggiose per quel monumento. Si aggiravano, allora, tra le balaustre del tetto dei magnifici templi, dei personaggi chiamati in francese “corbesier”.
Il loro lavoro (perché era proprio un duro lavoro) era quello di allontanare, uccidere, pulire le guglie e il tetto delle cattedrali. Una nota culturale, a questo punto, è d’obbligo! Il famoso architetto moderno, svizzero-francese Charles-Eduard Jeanneret (1887 – 1965), scelse il nome di ‘Le Corbusier’ proprio perché simbolicamente avrebbe ripulito l’arte ed in particolare l’architettura, dagli escrementi ornamentali eclettici che ammorbavano le abitazioni in quel periodo.
Ma ora torniamo a noi e alle nostre emergenze ‘premeditate’. Le chiamiamo così perché tutto ciò che non segue un programma di approccio con le dovute strategie d’intervento e viene rimandato nel tempo, prima o poi calerà, in un momento inatteso, come una mannaia su chi amministra e sui cittadini ignari, rivelando tutta la sua catastrofica realtà. Nel gennaio 2009 scrivevamo l’articolo “Miserere nobis”, presentando l’immagine allegata. E anche in questo caso, come sempre ci sarà chi (i furbetti, in genere) giocherà sull’allarme, sull’emergenza, sul sensazionalismo del caso, occupando notiziari, rotocalchi, servizi giornalistici.
A conferma, di non aver compreso che solo la presenza costante fra i cittadini, con valide e ragionate ipotesi di soluzione dei problemi, con il confronto e la discussione continua, sono capaci di testimoniare l’impegno e la passione per la collettività, altrimenti è tutta aria fritta e propaganda (elettorale) declamata dalle finestre del ‘castello’ che mortifica gli sforzi e la politica ‘quella vera’, di sviluppo per la città, fatta anche dalle istanze sempre più valide delle associazioni o dai comitati. La situazione in questione, in verità, era apparsa molto tempo fa, alla quale era stata posta una soluzione, non definitiva, ma adeguata al controllo del numero di volatili.
Come tutti gli interventi di questo tipo, realizzati in tutte le città ‘civilmente’ turistiche, hanno bisogno di competenza e lungimiranza, per essere risolte, vanno cioè programmate e realizzate in step, nel tempo. Però poi, dopo la scelta seria e responsabile adottata che prevedeva l’uso di mangime sterilizzante (“Ovistop” era il suo nome, con una previsione che in 2-3 anni i volatili sarebbero diminuiti del 30%-40%) il tempo ha fatto sfumare l’intervento e la strategia, per mancanza di danaro, è saltata. Paradossale realtà! Mancando lo “sterco del diavolo” (come si chiamava nel medioevo, il danaro), ci rimangono solo escrementi di piccioni! Ragazzi che storia! Ora il quadro è abbastanza chiaro.
Ma il normale controllo e la seria manutenzione degli edifici di culto e quelli storici? E adesso chi controllerà la situazione di tutti i tetti delle chiese di Nardò? Lo sapete che proprio questo patrimonio farà arrivare turisti in città e che come unica alternativa di sviluppo del paese, c’è proprio il turismo? Il problema va risolto al più presto, è una questione ormai di futuro possibile e quanto mai… credibile!
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)















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