NARDO' - "Ho avuto il piacere di partecipare il 13 agosto scorso all'evento organizzato presso la masseria Torre Nova dal Gruppo Speleologico Neretino, per la proiezione di audiovisivi 3D "Terra a Cuore Aperto" prodotta da "La Salle – 3D international team". Ho avuto così modo di assistere alla proiezione delle fantastiche cattedrali di ghiaccio, della fabbrica dei cristalli, dei paesaggi sotterranei, di Cuba di acqua e pietra, tubi di lava e della grotta Chauvet. Un evento tra i pochi in Europa per portata ed importanza".
Ciò nonostante un sentimento di rammarico prende il sopravvento sullo stupore per un'iniziativa di tale livello. Lo sconforto è dovuto alla scarsa attenzione che le Istituzioni riservano ad un gruppo, quello Speleologico Neretino, che da decenni si impegna, con la sola forza della Passione, per arricchire culturalmente la nostra realtà territoriale. Ho avuto il piacere di conoscere Vittorio Marras qualche anno addietro e lo stimo per averne testato la grande bontà d'animo lontana da ogni personalismo. In quella occasione Vittorio e il Guppo Speleologico mi conferirono, dimostrando grande attenzione, in questa come in altre occasioni, per i giovani del nostro Territorio, la menzione d'onore per la poesia "Terra" (di cui sono autore).
Il dispiacere di queste ore è dovuto al disinteresse totale con cui l'Amministrazione ha accolto tale iniziativa. Nessun rappresentante del governo cittadino era, infatti, presente all'evento del 13 agosto. Solo il consigliere d'opposizione Giancarlo De Pascalis era tra il pubblico. Nonostante il patrocinio concesso dal comune di Nardò la pubblicità è stata di scarso rilievo se paragonata ad altri eventi precedenti di discutibile valore culturale. Nessun contributo economico nè di altro tipo è stato concesso agli organizzatori. D'altronde non erano presenti in quest'occasione "nani e ballerine".
Ma il rammarico più grande riguarda lo sfratto intimato al Museo Archeologico dalla sua sede del Chiostro dei Carmelitani. Museo ideato e gestito dal Gruppo Speleologico a proprie spese. Una sede, quella dei Carmelitani, nata sì come provvisoria, ma divenuta stabile fino al 2011, anno della cacciata. Oggi il Museo Archeologico è senza casa. Tutto il materiale, fino ad allora lì gelosamente custodito, si trova attualmente depositato grossolanamente e inadeguatamente in un locale umido dello stesso Chiostro. Tale collocazione è un affronto all'importanza e al valore che hanno documenti, fossili ed ossa di quel Museo. Peraltro, preciso che molti reperti neretini sono sparsi in giro per l'Europa tra Università e laboratori in attesa di ritornare a Nardò quando ci sarà (se mai ci sarà) un'adeguata sede museale. Uno di questi reperti è quello di un dente di 44 mila anni fa appartenente all'homo sapiens frutto di una delle scoperte più importanti degli ultimi anni che potrebbe aprire interessanti scenari sulla comparsa dell'uomo in Europa.
Queste riflessioni sono frutto di "indignazione" personale. Non ho la presunzione che i nostri Amministratori le leggeranno ma spero che in un futuro prossimo qualcuno le possa far proprie regalando a Nardò la sede Museale che merita.
Gianluca Fedele
Comunità Militante
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