NARDO' - Esiste una catastrofe fetente e silenziosa. Ma già la curia vescovile aveva lanciato l'allarme.
Quel gusto un po’ retrò… della guglia di Nardò
Proprio così, da non credere!
L’Osservatorio sulla città, avvertito da più parti, denuncia il fenomeno sempre più inquietante che si sta rivelando una vera e propria catastrofe per quelle parti più preziose e sensibili del nostro centro storico.
I piccioni che mangiano i monumenti.
Volatili che la mattina presto (ore 5,30 – 6.00), a detta di alcuni operatori ecologici, pazienti volenterosi e sempre pronti ad affrontare qualsiasi episodio ‘socialmente inspiegabile’ degli umani, frequentanti il centro storico (e ne abbiamo pubblicati tanti di comportamenti estremi), si trovano di fronte ad uno spettacolo che definire raccapricciante è un eufemismo. Alcuni piccioni, infatti, fermi sulle decorazioni della guglia, magari dopo aver passato la notte negli anfratti che queste, formano sulla sua rugosa superficie, oltre che a guardare dall’alto la ormai famosissima e fotografatissima piazza Salandra di Nardò, pensate un po’ fanno colazione con la sua stessa pietra.
Avete sentito bene proprio così; colazione !!!
Forse, invecchiata al punto giusto (epoca della costruzione 1769) con il tempo, ha raggiunto un sapore che la rende unica e, secondo gli esperti, i piccioni, divorano la pietra perché, aiuta, a digerire. Magari poi, il cibo, misto a piccoli parassiti o muschi, rendono raffinata la pietanza. Quindi proteine (parassiti), fibre (muschi) insaporiti e accompagnati dal pane/carparo contenente sale calcarenitico.
Ragazzi che storia, sulla guglia c’è chi… marenda!
Quindi ne siamo certi; oltre all’indifferenza dell’uomo, all’impatto degli agenti atmosferici, i nostri monumenti devono sopportare pure l’attacco e il consumo da ‘centro commerciale’ per piccioni.
Auspichiamo che gli esperti ‘tentino’ qualcosa a questo proposito altrimenti ci ritroveremo solo i nuovi leggii metallici che raccontano, non della ‘Nardò sparita’ ma di una Nardò ‘mangiata’… e non facciamo battute !
NOTA. Se il calcare compatto (marmo) non cede all’attacco di superficie, è sensibilissimo per le sue micro fessurazioni che assorbono gli acidi degli escrementi. A Venezia infatti è in corso una vera e propria battaglia. Per approfondimenti sul caso, come sempre, l’Osservatorio sulla città consiglia, di leggere:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200708articoli/24977girata.asp
Osservatorio sulla città, - Nardò (Le)















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