NARDO' - Da mille a poco più di cento euro di affitto all'anno per un locale nella piazza più bella del Salento, secondo alcuni tra le più belle d'Italia. No, non è uno scherzo, ma la pura e triste realtà che Pippi Mellone di Futuro e Libertà per l'Italia porta alla ribalta con una serie di dati quasi "scandalosi".
Tempo addietro il nostro interesse si concentrò sugli esorbitanti costi per fitti passivi che gravano sulle casse comunali. Da allora poco o nulla è cambiato, eccezion fatta per il trasferimento della sede del Comando dei Vigili Urbani in locali di proprietà comunale (misura da noi fortemente sponsorizzata e decisa dal commissario straordinario). Ma c’è da rimanere ancor più sbalorditi guardando il dato sui canoni di locazione attivi, quelli cioè incassati dal comune di Nardò per locali di sua proprietà. Le amministrazioni che si sono succedute nel corso degli ultimi anni hanno regalato e svenduto in affitto, o addirittura in comodato gratuito, numerosi immobili di proprietà comunale. E l’attuale giunta, al di là delle solite chiacchiere risiane, non sembra voler creare quella “discontinuità” col passato tanto cara, a parole, all’assessore al Centro Storico Maurizio Leuzzi.
Pur riconoscendo l’attività meritoria di alcune di queste associazioni, in un momento di crisi economica generale, in cui le casse comunali piangono e lo Sforamento del Patto di Stabilità strangolerà l’economia neretina con altre tasse, uno sforzo in più, anche da parte loro, appare indispensabile. Svendere il “salotto della città” per poche centinaia di euro appare uno spreco, l’ennesimo.
Ma passiamo ad analizzare i numeri, impietosi … La “Società Operaia”, ad esempio, paga 1.500 euro all’anno! Va meglio al Circolo cittadino, 1000 euro. Tutti sotto il migliaio di euro l’anno il costo dei locali per le altre “fortunate” associazioni. Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza pagano totalmente poco più di mille euro l’anno per tre differenti “location” (550 euro, 450 e 300 circa)! Ma il record negativo spetta al Centro turistico giovanile (120 euro, 10 euro al mese!), e all’Associazione Nazionale combattenti e reduci (115 euro!). L’associazione Migranti, tanto cara al consigliere Cavallo, altri 370 euro l’anno! Insomma un bestiario di “prezzi di favore” per circoli con numerosi associati che forse potrebbero permettersi qualche euro in più d’affitto. Di contro, l’associazione italiana persone Down paga 500 euro. Sicuramente a loro, e non a qualche singolo elettore amico, i locali andrebbero dati in comodato gratuito…
Mentre i nostri giovani fanno fatica ad aprire un’attività commerciale e il mercato immobiliare neretino, e non, è al collasso per i prezzi troppo alti e la scarsa liquidità, Piazza Salandra, Corso Vittorio Emanuele e l’area del Mercato Vecchio sono ferme a vent’anni addietro! Qualche associazione potrebbe prendere in considerazione l’eventualità di delocalizzare o di accorpare la propria attività, lasciando più spazio nel centro storico, finalmente, a commercianti e giovani. Si fa un gran parlare di valorizzazione del nostro borgo antico e del patrimonio immobiliare comunale ma tale obiettivo sembra lontano alla luce di questi più che discutibili dati.
Pippi Mellone
Futuro e Libertà per l'Italia















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