NARDO' - Lui al santo ci credeva. Ma anche – e forse di più - alla forza primigenia e persuasiva della sua stessa musica. Il maestro Luigi Stifani – piccolo neritino dal portamento elegante e distinto, con il suo baffetto alla David Niven - è l'anello di congiunzione tra la millenaria tradizione orale, protrattasi fino ai giorni nostri sin dal Medioevo, e la traduzione etnografica delle genti del Salento che colleziona rituali, credenze, valori, comportamenti e tradizioni.
Questa avviene nel 1959 grazie ad Ernesto De Martino, l'antropologo che arriva a Nardò e Galatina con i suoi giovani collaboratori e afferma l'esistenza di un “relitto” folklorico-religioso che, sfuggito al controllo, emarginato e non perfettamente inglobato dalla tradizione cattolica come accade ai riti pagani, continua a vagare da secoli nella sua singolare forma di “musica-danza-esorcismo-colore”.
E' in questo contesto che si afferma e si staglia sin da subito la figura di “mesciu” Gigi Stifani, affetto incurabilmente – anche lui! - da una forma di curiosità umana che lo porta a collaborare ed a relazionarsi con decine di studiosi e ricercatori che periodicamente lo vanno a trovare nel suo piccolo salone di “barbiere-terapeuta”, colmo di strumenti musicali, nel Centro storico di Nardò.
Stifani, insomma, si rapporta “alla pari” con i suoi accademici interlocutori e questo “salto di qualità” - loro professori dell'università, lui professore delle tarantole nella sua terra – lo porta a confronti che sanno di fantastico: è il 1993 nella Masseria Boncuri a Nardò, oggi teatro di migrazioni corporali e non dell'anima, Stifani racconta a decine di studiosi e seduto accanto al professor Georges Lapassade, filosofo e sociologo francese dell'Università di Parigi, che la musica è realmente curativa.
Non del morso di una fantomatica tarantola, dicono i professori, ma di un disagio interiore che si attenua solo ballando a ritmi indiavolati.
Ma Stifani difende le sue prerogative di guaritore, da una tarantola che morde e di un veleno che viene scacciato solo dal tambureggiare della pizzica. “Tantissimi anni fa, ero molto giovane – racconta Stifani in quell'occasione – mi capitò di curare un bambino neonato, di pochi mesi. Mi chiamavano i genitori che erano disperati, il piccolo era abbandonato (praticamente in coma ndr.) e non reagiva a nessuna medicina. Io e mio fratello Antonio suonammo per tre ore e il bambino si contorceva come un serpente. Alla fine si è rimesso ed è tornato normale. Che ne sapeva un bambino così piccolo delle malattie dei nervi?” Poteva essere isterico un bambino di pochi mesi?
“Una volta, su una nave – continua Stifani in quell'occasione – ho curato con il mio violino un giovane africano”. La conclusione è sempre la stessa: Che ne sapeva lui delle “malattie” moderne? Dell'isteria, del disagio interiore? Era stato morso dalla tarantola e lui riuscì a curarlo.
La domanda con cui qualcuno cerca di inchiodare il maestro è sempre la solita: “perché oggi non ci sono più i tarantati?”
Probabilmente sono ormai finiti a psicanalizzarsi in qualche studio professionale, abbandonato ormai il ghetto storico e geografico della “Terra del rimorso”. O hanno preso coscienza del proprio “avvelenamento simbolico” composto da traumi, frustrazioni e conflitti presenti nel proprio vissuto e sono diventati uomini che scorrono nella “modernità liquida”.
Lapassade spiega, in un italiano arrotato dalla sua bella “erre” francese, che il principio è quello della musica techno che induce alla “trance”, una sorta di attenuazione della coscienza indotta dai ritmi e dai colori e dal ballo ma Stifani ha la risposta pronta, la sua personale giustificazione che regge l'intera architettura: “sono stati l'Americani, dopo la guerra. Hanno portato i disserbanti (rigorosamente con due “esse”, a Nardò. ndr) per far seccare l'erba dopo la mietitura e, così, hanno ucciso anche le tarante”.















NARDO' - Negli incontri e nei messaggi di questi ultimi mesi di tanti giovani incontrati in questi ultimi anni non vi è solo l’ansia e la paura per la prova da affrontare negli esami di maturità ma...
BARI – Il palcoscenico era dei più prestigiosi, la concorrenza la più agguerrita d'Italia, ma Vittoria Falangone non ha tremato. Sulla pedana del Palazzetto del CUS Bari, la giovane atleta neretina...
NARDO' - Resta lo splendido percorso stagionale di un gruppo bellissimo.
NARDÒ – Tradizione, gusto e musica si incontrano ancora una volta in occasione della XXXI edizione della “Sagra della Frisa”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate neretina. L’evento si...
RISPETTO, SI! RIVERENZA, MAI. Questa volta la Pres Meloni mi ha stupito.
La stoccata secca verso "l'americano"
Pres Trump l'ha riportata alle origini, quando da identitari e sovranisti gridava "...