NARDO'/PORTO CESAREO/MANDURIA - Lo scambio di battute è di un interesse assoluto per i nostri lettori. In primis perché Amati fa alcune considerazioni sul depuratore di Porto Cesareo assolutamente fuori luogo: il convegno cesarino, di cui vi forniamo il video, è la prova che Nardò vuole garanzie e servizi per poter "accettare" l'idea di uno scavo, nel proprio territorio, di sei chilometri. E la "carne viva" dei neritini - per la soppressione del San Giuseppe-Sambiasi e per la cancellazione dell'ospedale unico NaGaCo - sanguina forse in modo diverso? Poi è interessante anche perché Cozzi tira fuori la storia del depuratore della zona industriale di Nardò, in contrada "Tre fornelli". In coda allo scambio tra i due trovate anche i video.
Egregio Assessore Amati, mi permetto di scriverle queste serene considerazioni sulla vicenda del depuratore di Manduria che in questi giorni imperversa più per l'effetto gossip che per la «rozza materia della quotidianità», come avrebbe detto Bobbio.
Premetto, per correttezza, che sono parte in causa perchè trascorro le mie vacanze nel mare di Punta Prosciutto, oltre perchè verso il mio doveroso obolo Tarsu e Imu, regalo dei Tecnici al governo, al comune di Porto Cesareo. Ho un interesse privato, quindi, a difendere l'ecosistema in cui vivo, come lo hanno i cittadini del rione Tamburi di Taranto, quelli di Brindisi e di tante altre località pugliesi, che vivono in aree «a rischio» ambientale.
Finalmente la vicenda del depuratore, alla quale la Gazzetta in passato ha posto grande attenzione, ha il giusto spazio nel dibattito pubblico, regionale e nazionale. Nel corso degli anni, ho visto crescere a Manduria, Avetrana, Porto Cesareo, e in tanti paesi vicini, un movimento di protesta contro il depuratore che verserebbe le acque (Lei dice pulite) nella laguna blu del mare salentino. Marce, petizioni, assemblee finora non hanno raggiunto alcun obiettivo.
La Politica, quando assume decisioni, spesso lo fa ammantando di ineluttabilità e tecnicismi, scelte che poi, come insegna Vendola, vanno a ferire la «carne viva» delle persone. È la stessa logica dei supertecnici che spiegano tutte le decisioni di «lacrime e sangue» con l'alibi che lo impone l'Europa. Troppo comodo. La Politica è tale quando fa discendere le azioni dai principi e dai valori. In caso contrario si riduce a mera Razionalità Amministrativa.
I cittadini di quest'area, a cavallo tra le province di Lecce e Taranto, avvertono sulla pelle il rischio che il depuratore di Manduria (ma se lo chiamassimo di Porto Cesareo forse l'impatto dal punto di vista mediatico sarebbe più devastante per la notorietà nazionale della località), possa cambiare la qualità della propria esistenza, nonché del sistema economico.
LA RICHIESTA
Le chiedo cortesemente: non ritiene che siano queste considerazioni meritevoli di qualche attenzione? Forse non sarebbe opportuno interpellare i cittadini per chiedere il loro parere? Da turista, come i tanti che anche in quest'anno «quaresimale » hanno scelto il Salento come luogo di riposo e di arricchimento culturale, non posso fare a meno di essere preoccupato. Come Ella ben sa, nella società dell'immagine la percezione vale e conta molto più della realtà. E tra i tanti turisti che continuano ad invadere il Salento, permane l'immagine di una terra e di un mare meraviglioso e incontaminato. Le dico francamente che le sue contro obiezioni, tecniche e tecnicistiche, sulle quali non mi avventuro non avendo le competenze scientifiche, forse non convincerebbero i turisti del mare.
Che avrebbero anche ragione: se il sistema Puglia non è più in grado di garantire l'acqua azzurra e l'acqua chiara, perchè un nordico dovrebbe sobbarcarsi centinaia di chilometri per arrivare fino al Tacco d'Italia ? Non avrebbe ragione a fermarsi molto più a nord dove tra l'altro sono in grado di garantire una vera industria del divertimento e non solo qualche tarantolata?
Proprio sulla Gazzetta di ieri, nelle cronache di Lecce, si fa riferimento a un altro depuratore, quello in località «Tre fornelli» nell'area di Nardò, a qualche chilometro di distanza da quello che vorreste donare a Manduria, dove l'Assoimpresa denuncia, tra l'altro, il cattivo odore proveniente dall'impianto. I cittadini dovrebbero turarsi il naso e far finta di niente?
Alla signora Power va il mio personale apprezzamento per la sobrietà con cui ha affrontato e posto la questione. Certo non è gradevole pensare che possa essere una «forestiera», ancorché amica della Puglia, a ricordare a noi pugliesi le bellezze e il patrimonio naturalistico che abbiamo il dovere di difendere.
Le chiedo, cortesemente, di non considerare chiusa la partita, di stoppare le carte, di ridiscutere, innanzitutto con i cittadini del luogo, la validità del progetto. E, se ci riesce, a convincerli che con il depuratore avranno la loro dose di felicità. Non mi sembra una proposta eversiva. Soprattutto per evitare, come succede per questioni più eclatanti, di dover aspettare decenni per ammettere di avere compiuto scelte sbagliate.
Il sud Salento vive essenzialmente di turismo. Oppure pensa che una buona e razionale rete di depuratori possa costituire lo slogan della prossima campagna pubblicitaria per promuovere il turismo in Puglia?
Dall’assessore alle Opere pubbliche della Regione riceviamo un intervento, in replica a quello di Michele Cozzi pubblicato ieri, sul caso del depuratore nell’area tra Porto Cesareo e Manduria, oggetto di una «querelle» tra Al Bano, Romina Power e lo stesso Amati.
Egregio Michele Cozzi, ha scritto che il nostro lavoro può ferire "la carne viva" delle persone. Proverò a spiegarle come in realtà stiamo tentando di sanarla, che è il valore su cui si esprime il Piano di tutela delle acque (con le soluzioni che sto tentando di eseguire), approvato dal consiglio regionale (all'unanimità). La nostra regione ha generalmente, come lei scrive, “una terra e un mare meraviglioso e incontaminato”.
È parzialmente vero, nella misura in cui questo riguarda aree dove sono in funzione gli impianti di depurazione, e molti scaricano in mare, e dove esiste una rete fognaria che impedisce lo scarico dei liquami nel sottosuolo (dunque, senza trattamento di purificazione), che è pratica illegale sanzionata penalmente.
Qualche esempio? A Gallipoli, bellissima città di chiaro richiamo turistico, attualmente lo scarico avviene in battigia e da qualche settimana abbiamo messo in funzione l’impianto di affinamento (per il riuso in agricoltura), con il Consiglio comunale che all’unanimità ci ha richiesto, ed abbiamo accettato, di dotare l’impianto di una condotta sottomarina per scaricare tutte le acque purificate che eventualmente non dovessero essere riutilizzate. In buona sostanza la stessa cosa che pensiamo di fare per l’agglomerato di Manduria e Sava, nella considerazione che attualmente i cittadini «galleggiano » nei liquami.
Per la legge italiana non c’è alcuno schema idraulico che possa essere privo di un recapito finale in «corpi idrici» che per la nostra regione è generalmente il mare: noi non abbiamo i fiumi, lavatrici naturali, che nelle altre regioni d’Italia continuano ad inquinare come se nulla fosse. A Porto Cesareo (realtà simile a Sava) non esiste una rete fognaria, e questo rappresenta una grave contaminazione del suolo e del sottosuolo, con riverberi intuibili sulla salute dei cittadini e sulla qualità delle acque di balneazione.
In quel comune, con la volontà convergente dell’amministrazione comunale, siamo impegnati a realizzare la fogna e l’impianto di depurazione, che dovrebbe collegarsi allo scarico già in esercizio di Nardò, attualmente in battigia, e che in futuro potrebbe avvenire con condotta sottomarina per eliminare tutti i divieti di balneazione che lo scarico in battigia impone.
Anche in questo caso, però, ci sono proteste della comunità neretina perché non gradiscono che lo scarico di Porto Cesareo sia collegato a quello di Nardò e per questo si ostacola il progetto della rete fognaria e del depuratore di Porto Cesareo, infliggendo ferite, lo ripeto ancora, alla "carne viva" dei cesarini. Lascio a lei ogni considerazione. Sono riuscito a spiegarle finora quanto è difficile il mio ruolo di amministratore pubblico?
Riesco a comunicarle che a volte l’eccitazione disinformata della protesta, costringe i prefetti a disporre a mia tutela la scorta di agenti di pubblica sicurezza quando vado in visita in alcuni comuni pugliesi? Lei scrive che gli amministratori pubblici non si devono far “traviare” dalla “tecnicalità”. Non so se essere d’accordo. Io so solo che la scienza (e la tecnica) è la capacità di separare le questioni per affrontare al meglio il merito delle cose, e sogno il tempo in cui tra gli amministratori pubblici ci possa essere una buona dose di «scienza» per poter meglio assumere le scelte.
Come vede le questioni assumono una maggiore esigenza di profondità, sulla quale qualcuno dovrebbe interrogarsi prima di offendermi gratuitamente sui social network. Leggo che si stanno sottoscrivendo appelli di autorevoli esponenti del mondo dello spettacolo. Spero solo che su quegli appelli, possibilmente problematici e propositivi, possa vedere in calce anche le sottoscrizioni di un numero significativo di ingegneri idraulici, geologici, geotecnici, biologi ecc., ad evitare che tra qualche mese possa generarsi l’idea che i «miei» sanificatori di liquami rappresentano più o meno la nuova generazione delle centrali nucleari, a dispetto del forte contenuto ambientale della mia delega e dei miei convincimenti.
{videobox}REu8rRo-XHU||box=1{/videobox}
{videobox}PKHWhFoEwaA||box=1{/videobox}















NARDO' - Negli incontri e nei messaggi di questi ultimi mesi di tanti giovani incontrati in questi ultimi anni non vi è solo l’ansia e la paura per la prova da affrontare negli esami di maturità ma...
BARI – Il palcoscenico era dei più prestigiosi, la concorrenza la più agguerrita d'Italia, ma Vittoria Falangone non ha tremato. Sulla pedana del Palazzetto del CUS Bari, la giovane atleta neretina...
NARDO' - Resta lo splendido percorso stagionale di un gruppo bellissimo.
NARDÒ – Tradizione, gusto e musica si incontrano ancora una volta in occasione della XXXI edizione della “Sagra della Frisa”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate neretina. L’evento si...
RISPETTO, SI! RIVERENZA, MAI. Questa volta la Pres Meloni mi ha stupito.
La stoccata secca verso "l'americano"
Pres Trump l'ha riportata alle origini, quando da identitari e sovranisti gridava "...