NARDO' - La caratteristica peculiare di una città che possiede una superficie molto estesa come il nostro comune e un affaccio di 24 km, su un mare stupendo, dovrebbe, diciamo “dovrebbe”, essere in grado di avere, prima di tutto una ‘colta’ lungimiranza nel progettare (continuamente) il suo futuro.
Si chiama evoluzione e dipende direttamente dalle competenze che si alternano nella gestione della cosa pubblica in una città. A Nardò dopo 25-30 andrebbe cambiata l’aria perché è diventata stagnante e vi spieghiamo adesso il perché. Dunque, occorre pensare seriamente ad amplificare il suo potenziale storico-culturale, divulgandolo nelle forme più appropriate, adeguate ad una città di cotanta importanza strategica qual è Nardò, fornendo ai visitatori e ai cultori del paesaggio, anche un contenitore di ricercata concreta e sempre più reale bellezza.
Detto? Fatto!
Il contenitore c’è, e sarebbe anche capace di trasmettere il suo prestigio e la sua riconosciuta eleganza. Solo che dipendenti, messi, dirigenti, uffici, scrivanie, poltrone, faldoni, fotocopiatrici, scaffali metallici, archivi (compresa la polvere) dovrebbero essere trasferiti (necessariamente per motivi urgenti “di sviluppo del paese”), in breve, dal meraviglioso, degno, encomiabile, ammirevole, meritevole, lodevole, originale Castello degli Acquaviva che diventerebbe, secondo l’Osservatorio sulla città, una maestosa sede, riferimento polarizzatore per le grandi mostre nel Salento e nella Puglia tutta!
Questo è quanto meriteremmo e quanto, sicuro slancio, daremmo allo sviluppo culturale se insistessimo e seguissimo questa ‘colta’ direzione.
Immaginate mostre del tipo:
“SEGNI E COLORI DI FRANCESCO SOLIMENA”,
“‘PENTIMENTI’ E REGOLE MONASTICHE A NARDO’”,
oppure “APPRODI BIZANTINI NEL SALENTO”,
e ancora “PIO V NELLA VITA DEL VENERABILE F. AMBROGIO SALVIO VESCOVO DI NARDO’”,
anche “PASSAGGIO DALL’ARMENIA”,
“ARGENTI E DIOCESI: I TESORI DEL SUD”, ecc…
Sono titoli immaginati, è lampante, ma queste mostre sarebbero d’interesse immenso e sarebbero visitate, di questo ne siamo certi per competenza, dai migliori storici dell’arte europei se non mondiali. A Nardò si costruirebbe la strada maestra e un indotto culturale/ economico/occupazionale d’altissimo livello.
Eppure, siamo al punto in cui tutto un castello è invece casa della ‘BUROCRATIA’, cosa che non si è mai vista da nessuna parte!
Però, però… che da quel posto gli uffici spariranno, è chiarissimo perché è scritto nel futuro di questa città. Che non ci sia l’autorevolezza di dare il via ad un, così importante, ‘immaginario’, utile alla popolazione che ha voglia di sperare in un domani migliore, è scontato. Che la resistenza della vecchia cultura del ‘dividi e impera’, è palese ed è ancora forte.
Purtroppo la nostra generazione dovrà sopportare tali negligenze gestionali che non stanno nè in cielo né in terra, continuandosi a tappare il naso ad ogni tornata elettorale per il solito ‘capopopolo’ che saltella da parte a parte, evocando sue presunte medaglie al valore e gestendo, come Cassandra, profezie di “crisi” premeditate, la mattina e “soluzioni” la sera, in cambio del prossimo “salto” nel prossimo partito da distruggere dall’interno. Rimanendo sempre in sella, sicuro del declino generale a cui nessuno riesce a dare una svolta. Boh!
Una cosa invece ci è molto chiara, non è possibile che un contenitore di quell’importanza sia stato per tanto tempo sede di uffici comunali. Sarà il tempo a convincere i ritardatari. Gli eventi, la crisi, il bisogno di attrarre turismo, l’aumento di tasse, di spese, il bisogno di divulgazione culturale, di spazi alternativi per la stessa cultura, di circuiti espositivi non impattanti, dovranno obbligatoriamente contemplare tra le ipotesi anche lo svuotamento del castello che davvero non c’azzecca nulla con la sede in cui fin adesso, equivocandola, ha espletato egregiamente le sue attività. Per gli uffici comunali è adeguato un normale contenitore tipo la nuova pretura dismessa o qualche stabile neutro, ibrido, es. una ‘INA casa’ ristrutturata a uffici, anzi no; infatti architettonicamente, quelle, sono episodi interessanti a testimonianza storica di sviluppo sociale.
Insomma il futuro è sotto gli occhi di tutti, ma quelli che devono decidere ora ce l’hanno chiusi, volontariamente, e ben stretti stretti! (infatti non manca intelligenza, ma il coraggio di decidere di poter decidere e basta!)
Un ultima cosa, quest’idea (fattibile più di quanto si possa pensare) dell’Osservatorio sulla città (di liberare il castello) è una battaglia che verrà condotta in ogni sede, in ogni articolo, in ogni testo e notizia pubblicata e ripetuta anche in pubblico durante assemblee pubbliche e riunioni, a coloro pur appartenendo all’amministrazione non dimostrano neanche l’idea di una concreta alternativa strategica. Tutti dovranno rispondere cosa ne pensano, perché dalla risposta si può intuire dove andremo a parare, anche nella prossima cabina elettorale quando, in piena crisi ci capiterà di decidere direttamente noi, del nostro futuro quotidiano.
Osservatorio sulla città - Nardò (Le)
















NARDO' - Negli incontri e nei messaggi di questi ultimi mesi di tanti giovani incontrati in questi ultimi anni non vi è solo l’ansia e la paura per la prova da affrontare negli esami di maturità ma...
BARI – Il palcoscenico era dei più prestigiosi, la concorrenza la più agguerrita d'Italia, ma Vittoria Falangone non ha tremato. Sulla pedana del Palazzetto del CUS Bari, la giovane atleta neretina...
NARDO' - Resta lo splendido percorso stagionale di un gruppo bellissimo.
NARDÒ – Tradizione, gusto e musica si incontrano ancora una volta in occasione della XXXI edizione della “Sagra della Frisa”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate neretina. L’evento si...
RISPETTO, SI! RIVERENZA, MAI. Questa volta la Pres Meloni mi ha stupito.
La stoccata secca verso "l'americano"
Pres Trump l'ha riportata alle origini, quando da identitari e sovranisti gridava "...